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Abita a Legnano l’ultras dell’Albania che fece volare la bandiera nazionale a Belgrado foto

Su di lui pende una taglia di un milione di euro

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LEGNANO – Su di lui pende una taglia di un milione di euro, stanziata da un imprenditore serbo che vorrebbe la sua testa. Ismail Morinaj, albanese di 35 anni, vive ormai da tempo a Legnano dove è sposato con figlio con una donna italiana.
Era lui a pilotare il drone con la bandiera della Grande Albania durante la sfida dei campionato europei del 2014 fra Serbia ed Albania. Il suo gesto costò la sospensione della partita. In campo successe di tutto.

 

Lo abbiamo intervistato.

Quale era il tuo scopo?
Un semplice sfottò contro i serbi che nella partita contro l’Italia avevano bruciato la nostra bandiera. Lo scopo era quello di far parlare di noi anche a Belgrado.

Ti aspettavi uscisse un caso internanazionale?
Assolutamente no. Mi aspettavo minacce magari dai social e da qualche tifoso, ma essere scambiato per terrorista da una nazione proprio no

Cosa è successo da allora?
Una caccia all’uomo. Mi hanno incarcerato per mesi in Croazia dove ero di passaggio nel giugno 2017. Poi sono stato portato in Italia dove ho la residenza e ho avuto i domiciliari. Infine i giudici italiani hanno negato l’estradizione in Serbia e sono adesso un uomo libero

Cosa ti contesta la Serbia?
L’autorità giudiziaria serba contestò subito il reato di istigazione all’odio interetnico, razziale, religioso e all’intolleranza. Il mio voleva essere un sostegno alla squadra e la bandiera un insieme di riferimenti alla nostra storia. Le autorità invece lo hanno visto in maniera diversa ed è iniziata per me una vera e propria persecuzione.

Ti senti un estremista?
No, gli estremisti sono loro. Se dovessi andare in Serbiarischio una pesante condanna fino ad 8 anni, per non parlare della taglia su di me. Non mi aspettavo certo un mandato di catura internazionle da parte di uno stato sovrano e neppure di essere accusato di odio etnico. Mi hanno fatto la guerra per anni e continuano a farmela.

Come mai ha scelto di far volare quella bandiera?
Perchè è la nostra storia, ma non ha significato politico  men che meno razzistico. E’ storia, la nostra.

Adesso sei a Legnano. Come ti trovi?
Ci abito ormai da anni. Ho moglie e figli di cui uno nato quando ero in carcere. E’ stata durissima, ma grazie agli amici ce l’ho fatta ad uscirne. Adesso spero di mettermi alle spalle questa brutta avventura. Essere il ricercato numero uno per uno sfottò calcistico non è stato bello.

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