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Ex Lilla: Mister Ramella e il calcio che ci piace

Chiaccherata con l'ex attaccante e allenatore del Legnano appena tornato dal Messico

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LEGNANO – Ernestino Ramella tornato dal Messico racconta del calcio con la consueta passione e competenza che lo ha fatto apprezzare nella nostra Legnano.

Ho fatto – racconta – un anno bellissimo in Messico dove è andato tutto bene: Sono state belle esperienze a livello tecnico e umano. Il Messico ha fatto bene ai Mondiali, l’ho seguito con simpatia e interesse. Sono sicuramente più avanti di noi nel settore giovanile dove le cosiddette primavere e allievi e sub 17 fanno già il campionato della prima squadra. Vanno con il pulmann della prima squadra, giocano prima di questa lo stesso giorno la stessa partita. Questa coincidenza è una bella cosa studiata secondo me“.

Sulla qualità dei giovanni messicani questo il parere del Mister: “Hanno qualità tecniche superiori ai nostri ma nello stesso tempo sono meno concentrati sia in allenamento che in partita, ciò li penalizza: con le capacità tecniche che si ritrovano potrebbero benissimo con tutti i settori giovanili arrivare lontano ma per loro vincere o perdere non ha importanza come da noi. Per loro è piuttosto importante divertirsi a calcio“.

Sul Legnano, Mister Ramella si augura il meglio: “Ho visto c’è che Mister Erbetta, è dai tempi di Borgomanero che non ci siamo più incrociati, gli auguro buon lavoro così come ogni bene al Presidente Giovanni Munafò che ho avuto come giocatore agli allievi e saluto anche il papà Letterio che è stato  vice presidente del Legnano. La famiglia Munafò è seria, gli piace il calcio, spero che sia l’anno buon anche perchè è campionato difficile quello d’Eccellenza che li aspetta ma i Lilla meritano la D“.

Sul Varese ecco il pensiero del Mister: “A Varese sono cambiate le generazioni, i giornalisti  ricordano il Varese del periodo da Fascetti in giù, ma invece il Varese più grande è quello di Maroso, dell’ultimo anno di A, gli  anni d’oro quelli di Peo, non di Fascetti. Maroso ha sempre creduto anche nei giovani: a 17 e 18 anni Maroso ti buttava dentro in campo. Maroso è stato l’ artefice del Varese d’oro, lui era un allenatore che non aveva paura di schierare i giovani“.

E sull’impiego dei giovani under oggi che cosa ne pensa?: “Un conto è società e un allenatore che punta sui giovani, un conto quando si è obbligati. Io sono contrario alle maledette regole sui giovani obbligatori. Uno deve giocare se è bravo e basta, non perchè ha una certa età e infatti si verifica un fenomeno di dispersione calcistica, con atleti che poi o non giocano più o finiscono in categorie inferiori dopo le illusioni dei procuratori“.

Mister Ramella oltre alla maglia del Legnano ha vestito anche quella della Pro Patria, dove il figlio Nicolò è Addetto Stampa: “La Pro Patria da quando c’è questa nuova dirigenza della Presidente Testa è in ottime mani: fanno cose accurate  e con tranquillità in tutti i settori, non hanno mai sperperato, mettendo le cose per il giusto verso. Spero che anche in C possano tenere lo stesso passo tenuto finora. E’ logico puntare alla salvezza,  consolidando la C nell’anno del centenario“.

Cosa farà ora Mister Ramella: “Quando ritorno dall’estero, pochi si ricordano di te dai dirigenti ai direttori sportivi: non dico gli amici però chi mi conosce, non alza il telefono per chiedere qualcosa, sanno però chi sono, magari prima della fine dell’anno chiameranno…“.

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