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Giovanni Di Bello: “Stimoli agonistici”

La nuova stagione 2018/2019 è ricchissima di novità per l’FC Parabiago

PARABIAGO (MI) – Tra le novità ufficialmente confermate dall’F.C. Parabiago, è stata la nomina di nuovi Dirigenti per il Settore Giovanile e tra questi quella di Giovanni Di Bello (a sinistra nella foto) come nuovo Direttore Sportivo dell’attività Agonistica.

Giovanni Di Bello è un dirigente molto noto e apprezzato nella Delegazione Provinciale di Legnano, dove in passato è stato uno degli artefici dei successi (sportivi e non) di molte squadre giovanili della zona.

Però Di Bello, oltre ad una forte esperienza dietro la scrivania, può vantare una immensa esperienza anche sul campo, dove ha allenato per diversi anni compagini famose, anche squadre regionali, di questa Delegazione, ed è stato uno dei primi, all’epoca, ad avere anche il patentino UEFA B (che permette di allenare tutte le categorie dilettantistiche).

Ora Giovanni Di Bello approda all’FC Parabiago, e subito ci ha affermato all’inizio di questa breve intervista il suo grande entusiasmo: “Spero di portare la mia esperienza qui a Parabiago, dare una grossa mano a questa società. Vengo con grande entusiasmo, perché questa nuova esperienza mi porterà nuovi stimoli, infatti ho deciso di cambiare sia perché non avevo più stimoli nella mia attività precedente, sia perché sono assolutamente convinto della bontà del nuovo progetto dell’FC Parabiago”.

Cosa ti ha convinto di Parabiago?

Parabiago è sempre stato una grande piazza, ha la fortuna di avere una ottima struttura, addirittura può allenarsi su tre campi ad 11 (2 nel Centro Sportivo “Libero Ferrario”, di cui il centrale in erba artificiale, e 1 al Centro Sportivo “Nino Rancilio”), oltre ad avere anche campi a 5 o a 7 (nei due centri sportivi) sia in erba artificiale che in erba naturale, quindi non ci sono assolutamente problemi di organizzazione. Questo, secondo me, è “un fiore all’occhiello” per la società. Al “Libero Ferrario”, inoltre, c’è anche una tribuna molto comoda per chi assiste alle partite. Sicuramente, l’FC Parabiago può vantare una delle migliori strutture della zona.

Poi dal lato sportivo, dare una mano alla “ricostruzione” delle annate del Settore Agonistico (dai Giovanissimi fino agli Allievi) è uno stimolo molto, ma molto grande. E’ un po’ di anni che a Parabiago mancano un po’ di categorie e squadre, quindi avere una continuità con nessun “buco” dalla Prima Squadra fino ai Piccoli Amici.

Inoltre, sono felicissimo di collaborare con Francesco Di Bello (DS Prima Squadra/Juniores) che in questi anni ha fatto molto bene con le squadre che ha avuto a disposizione e, soprattutto, con la Prima Squadra e la Juniores. Francesco è stato uno dei primi che mi ha contattato e mi ha chiesto di collaborare con il Parabiago.

 

L’anno prossimo Parabiago avrà tutte le annate Agonistiche?

Si, siamo riusciti ad allestire tutte e quattro le squadre agonistiche: i Giovanissimi 2005 Under 14, i Giovanissimi 2004 Under 15, gli Allievi 2003 Under 16 e gli Allievi 2002 Under 17.
In pratica abbiamo tre squadre nuove, perché c’erano già i Giovanissimi 2004, e gli Allievi 2001 sono ormai diventati Juniores.

Cosa vuoi portare di nuovo a Parabiago?

Abbiamo un programma biennale e vogliamo creare un buon Settore Giovanile, vogliamo delle squadre competitive e fare bene nei campionati con tutte le compagini e riportare il Parabiago ai livelli che gli compete.
Poi il nostro programma non ha solo una “visione a breve”, come detto prima fare bene nei campionati, ma anche una “visione futura” dove cercheremo di “preparare” i ragazzi per la Juniores e poi per la Prima Squadra, perché uno degli obiettivi è che i ragazzi meritevoli rimangano nell’ambiente Parabiago per anni, ovvero avere una continuità all’interno della società che non molte squadre hanno…

“Fare bene” vuol dire vincere?

In Italia c’è la mentalità che bisogna vincere, perché conta solo l’obiettivo di vincere, più delle volte per raggiungere il risultato si trascura molto la parte tecnica dei giocatori. Noi cercheremo di lavorare molto bene sotto l’aspetto tecnico, poi lavorando bene, secondo me, gli obiettivi si raggiungono. Come detto in precedenza, abbiamo obiettivi “a breve termine”(fare bene nei campionati di competenza delle singole squadre) e “obiettivi futuri”, cioè, ripeto, vedere i “ragazzi di oggi” nella futura Juniores e Prima Squadra.

L’Agonistica è una età molto critica per i ragazzi?

A questa età l’allenatore, oltre ad essere un allenatore, deve essere un po’ psicologo perché questa è una età particolare, dove sono un po’ “ribelli”, dove c’è la scuola che diventa impegnativa e importante, piccoli problemi con i compagni… dunque, l’allenatore è una figura molto importante perché deve capire anche i problemi dei ragazzi non deve mai cercare di evitarli o cercare di far finta di nulla…

Noi abbiamo cercato degli allenatori con profili giusti, sia per la parte tecnica che “umana”… poi naturalmente ci sarò io che supervisionerò il tutto.

Dunque, il Parabiago, come hanno detto nelle interviste precedenti i miei colleghi Direttori Sportivi o Direttori Tecnici, oltre a cercare di formare un calciatore sul piano tecnico e agonistico, deve dargli anche una formazione “umana e morale”: comportamento, disciplina, serietà ecc..
Uno dei nostri obiettivi è quello di far diventare uomini questi ragazzi, e non guardare ossessivamente alle classifiche…

 

Rapporto con i genitori?

Avremo un dialogo continuo con i genitori, con riunioni periodiche per spiegargli un po’ come sta andando il gruppo, l’organizzazione e la società.

La prima cosa però che vorrò mettere in chiaro con tutti (atleti e genitori) è il rispetto e la disciplina verso l’arbitro: si va in campo per giocare una partita, si va in campo per divertirsi, si va in campo dove c’è un arbitro che va rispettato, va accettata ogni sua decisione, e non vanno bene le continue contestazioni in campo e soprattutto dalla tribuna…

L’arbitro è un ragazzo dell’età di chi gioca (o poco superiore) quindi tante volte bisogna capire che possono sbagliare, come un attaccante sbaglia un gol a porta vuota, quindi dobbiamo giustificare anche l’arbitro.

(fonte www.fcparabiago.com)