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A Varese arrivano i Daspo

Nel mirino della questura di Pavia la trasferta in terra pavese dello scorso campionato

VARESE – “La Questura di Pavia sta procedendo alla notifica di un DASPO nei confronti di molti di noi”. Inizia così il comunicato stampa da parte degli ultras varesini. Quattro di loro hanno ricevuto un Daspo emesso dalla Questura di Pavia dopo la trasferta di Pavia dove il Varese vinse 5-0.

Quello che sta accadendo al nostro gruppo è talmente assurdo da poter sembrare una barzelletta, purtroppo però si tratta di pura realtà – scrivono gli ultras – . Pare, e qui arriva il ridicolo, si proceda per l’esposizione di simboli vietati, ovvero la piccolissima runa, simbolo del nostro gruppo che tanti di noi portavano durante quella partita, sul berretto. Avete capito bene, un simbolino sul berretto, che solo attraverso una lente di ingrandimento poteva essere visto, e un simbolo per altro *non politico* , la Runa Odal che affonda le sue origini in epoca antichissima, e rappresenta la Proprietà che interagisce con il luogo circostante, ovvero simbolo di legame indissolubile tra NOI E LA NOSTRA CURVA!!”

Vogliamo prima di tutto mettere in evidenza l’incapacità delle forze di polizia presenti quel giorno a Pavia, compresi e soprattutto i dirigenti che ora vogliono il provvedimento sopra citato, che dopo averci fatto attendere quasi un ora nelle nostre macchine, per consentire il deflusso dei tifosi locali, ci hanno lasciati “liberi” di incrociare proprio gli ultras di casa….a chi non sa gestire uno stadio con 200 spettatori, consigliamo di andare a dirigere il traffico anziché decidere della libertà altrui.
Ai “nostri” guardiani locali invece, immaginando la loro gioia nel passare ai colleghi Pavesi ogni tipo di informazione che ci riguardi vogliamo dire, con questo comunicato, che d’ora in poi questi canali saranno gli unici mezzi di dialogo tra noi e loro, e che non sopporteremo un giorno di più i vostri finti sorrisi e le viscide strette di mano, ne tollereremo la vostra presenza vicino al Gruppo o al cuore della Nord. Fate il vostro lavoro, se così lo volete chiamare, diffidateci tutti, ma fino all’ultimo resisteremo e resteremo in piedi con fierezza, col duplice rinnovato impegno di rendervi le cose difficili e di continuare a lottare per i nostri colori