INCHIESTA: il Businness del calcio giovanile

Biglietti per partite di bambini di 7 anni e genitori costretti a sborsare migliaia di euro all'anno

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LEGNANO – Il calcio è principalmente businness ed il serbatoio del calcio sono i piccoli calciatori in erba. Chiaro quindi che le società spingano per prendere quanti più soldi possibili nei tornei organizzati prima, durante e dopo i campionati grazie anche al vuoto di chi questo fenomeno, quanto meno particolare, lo dovrebbe invece regolare dall’alto.

Attualmente non c’è alcuna normativa che regola l’ingresso degli spettatori alle manifestazioni di calcio giovanile e così nonni e genitori, parenti ed amici si trovano a sborsare anche 5 euro per assistere a due misere partite dei pulcini in tornei di periferia, spesso lontani decine di chilometri da casa.

Tornei organizzati ad hoc, in strutture spesso non all’altezza che spesso e volentieri mettono in ginocchio la delicata economia domestica delle famiglie che hanno uno o più figli impegnati nel mondo del calcio e che già versano già la quota di iscrizione dei figli.

In tempi non sospetti era emersa chiara la contrarietà nel far pagare l’accesso al campo alle famiglie almeno fino alla categoria dei Giovanissimi. Una battaglia ormai persa, perchè esistono società, che non hanno squadre, che si occupano soltanto di organizzare tornei per ragazzini di 8-9-10 anni facendo pagare l’ingresso a tutti.

Trovo assolutamente vergognoso che un genitore che accompagna un bambino di 9 anni debba pagare per vederlo giocare una partita” ci scrive una madre, di ritorno da un torneo milanese a Quarto Oggiaro. “Mio marito aveva persino il tesserino Figc ed ha pagato lo stesso“.

Ma non tutti sono di questo parere: “Se devo andare in un posto ed avere la doccia calda ed i servizi è giusto pagare” spiega un genitore. Ed ancora: “C’è chi organizza gli eventi e gli eventi vanno pagati

Ma quanto costa fare il calciatore, o almeno tentare di diventarlo? I genitori di un bambino che si approccia al calcio sono chiamati a sborsare una cifra dai 250 ai 600 euro all’anno per iscrizione e per il kit di abbigliamento, ma nel caso di affiliazioni importanti con società di serie A, si arriva anche a mille euro. L’intero percorso giovanile di 6 anni fino ai 18 anni di età, può superare anche i 9 mila euro.

Ovviamente nel calderone entrano poi carburante per l’auto, biglietto per l’entrata della partita ed il pranzo fuori casa che per alcuni tornei diventa obbligatorio almeno per i bambini.

Un businness costruito a regola d’arte e che va moltiplicato in maniera esponenziale. In Italia le scuole calcio sono più di 7 mila, con 300 mila calciatori. Fate voi il calcolo e considerate anche che una cinquantina soltanto di questi “fenomeni” esordirà in serie A in futuro.

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