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Knights, cosa c’è da cambiare… foto

Un'analisi tecnico-tattica sui mali che affliggono la squadra legnanese

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LEGNANO – Che non sarebbe stata una stagione facile per il Legnano Basket lo si sapeva già da questa estate, quando la società ha dovuto cambiare rotta ad una “barca” con un progetto tecnico importante, causa un forte ridimensionamento del budget a disposizione.

La scelta di Giancarlo Sacco come coach era stata chiara: scegliere un allenatore dalla grande esperienza e con un pedigree difficile da trovare sulla piazza, che potesse plasmare una squadra improntata sulla linea verde.

Ma dopo lo scossone dello scorso maggio con le dimissioni e la fuga di Mattia Ferrari con un contratto biennale già firmato in tasca, eccone arrivare un altro con l’esonero di Coach Sacco dopo appena quatto giornate di campionato. Una notizia che ha spiazzato un pò tutti, vedendo il progetto a lungo termine su cui la società faceva affidamento.

Andiamo ad analizzare in tre punti i problemi tecnico-tattici che affliggono la squadra della Città del Carroccio:

Poca fisicità ed atletismo nel roster
Difesa 1 contro 1 e lontano dalla palla
Tenuta mentale fragile

La poca fisicità e atletismo sopratutto in post basso creano spesso falle sul perimetro, specialmente quando gli esterni sono costretti ad aiuti nel pitturato con giocatori molto forti (vedi come esempio Goodwin nella gara persa contro Scafati) oppure la mancanza di profondità nel reparto lunghi. Non a caso la sconfitta contro Capo D’Orlando è più figlia dell’assenza in contemporanea nel terzo periodo, causa falli, di London e Bozzetto, con i siciliani che sotto le plance hanno dominato in lungo e in largo raddrizzando una gara che sembrava già Persa. Adesso c’è solo da aspettare un pieno recupero di Benetti che sarebbe un aggiunta importante nella rotazione dei lunghi a disposizione di coach Mazzetti.

La difesa sulla palla e lontano dalla palla è uno dei problemi riscontrati su cui c’è da lavorare tantissimo,. Nell’ultima gara si sono visti dei miglioramenti sulle collaborazioni sui giochi a due, ma in situazioni di 1 contro 1 gli esterni soffrono troppo le penetrazioni avversarie, non riuscendo a tenere, come si dice in gergo tecnico, i primi due palleggi. Anche qui si dovranno fare delle scelte, ma è evidente che per caratteristiche tecniche questa è una squadra più improntata a mandare la palla su un quarto di campo che a difendere a muro.

La tenuta mentale è un altro aspetto che va tenuto in considerazione. Forse alcuni giocatori poco esperti devono ancora capire che alcune partite si possono e si devono vincere avendo un tenuta mentale più continua all’interno di una gara e che le partite non si vincono soltanto facendo un punto più dell’avversario, ma anche subendone uno in meno… la partita contro l’Orlandina di domenica scorsa ne è l’esempio lampante: nel terzo periodo c’era solo da difendere forte e limitare gli avversari ad un punteggio”normale” in virtu’ di 19 punti di vantaggio. Il che avrebbe permesso di entrare nel quarto quarto con un vantaggio sia tecnico che psicologico,e invece c’e’ stato un black out totale che ha fatto rientrare pienamente in partita mandandoli in ritmo e fiducia e perdendo totalmente l’inerzia e il controllo della gara.

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