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Knights, chi sale e chi scende

Il borsino del Legnano Basket

CHI SALE 

Su Raffa e delle sue caratteristiche tecniche si può dire di tutto e di più. Giocatore più vicino ad essere una guardia che un playmaker puro, ma sulla sua leadership e sulla capacità di sobbarcarsi tutto il peso dell’attacco sulle spalle c’è poco da dire: quando riesce ad esprimersi in transizione o con giocate in isolamento stile playground è davvero letale. Anche con i suoi pregi e difetti è al momento una delle poche ancore di salvezza della banda Mazzetti.

Bortolani è in piena crescita e non soltanto in virtù di uno score di 23 punti all’attivo che non sono bastati ad evitare a Siena la settima sconfitta in campionato, ma sopratutto con la personalità con cui gioca in una squadra che non sta attraversando il suo momento migliore da quando è in Lega 2. Giocatore che è solo di passaggio in questa categoria, con margini di crescita enormi e a nostro avviso anche con delle prospettive da playmaker viste le sue qualità e la sua “pulizia” tecnica.


 

CHI SCENDE 

London deve capire che non basta solo avere talento per poter giocare a pallacanestro, ma come in tutti gli sport le qualità tecniche devono essere abbinate anche ad una crescita mentale sotto tutti i punti di vista. Giocatore ancora troppo discontinuo che alterna fasi in cui è devastante ad altri dove scompare letteralmente dal campo, non giocando in funzione dei compagni ma guardando solamente il suo “orticello”. Dalla sua crescita e dalla sua continuità e la capacità di essere più concreto (sopratutto in post basso dove spesso ha dei vantaggi in termini di mismatch che non sfrutta limitandosi spesso a giocare fuori dall’arco) dipenderanno le fortune dei Knights. Intendiamoci bene: Makinde ha delle grandi potenzialità che a nostro avviso potrebbero portarlo ad essere in Serie A un ala piccola coi fiocchi, quando però avrà completato questo percorso sia sulle letture del gioco che su una continuità di rendimento che ancora manca al rookie made in USA.