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Mister Tino Borneo: “ll numero 9 è sempre vero!” foto

Il grande ex attaccante ora insegna alle promesse del Milan come diventare ottimi calciatori

LEGNANO– Il Mister legnanese Tino Borneo allena al Milan l’Under 10 e tutte le punte dall’Under 14 all’Under 17.

Se si sfoglia l’almanacco della carriera di questo grande attaccante, gli occhi brillano: di scuola rossonera con esordio il 21 novembre nel 1990 in Lecce-Milan 2 a 2, valevole per la Coppa Italia con tanto di gol, ha girato la Serie C in lungo e in largo, lo ricordiamo anche con la maglia dell’Ivrea in C2 nelle sfide contro i Lilla al Mari.

Un grande bomber che ama lavorare con i giovani rossoneri: “Dopo 4 anni all’Atalanta, volevo ritornare a casa, qui al Milan ho fatto tutto il vivaio, non ci ho pensato un minuto quando ho ricevuto la proposta“.

Ritornato a respirare aria di casa, ora l’obiettivo è unico: “Costruire giocatori per l’agonistica e poi per la prima squadra… I ragazzi che alleno mi seguono con molto interesse, avendo vissuto come loro tutta la trafila, capisco i loro stati d’animo, e cosa significa indossare una maglia prestigiosa come quella del Milan“.

Il calcio locale non ha molto tempo di seguirlo dal vivo, ma il Mister vuole fare un saluto speciale: “Conosco il Presidente Giovanni Munafò e voglio fare il mio in bocca al lupo ai Lilla per questa stagione“.

Un grande numero 9 sa come si fa: “Un consiglio ai ragazzi per diventare bomber? Apprendere gli insegnamenti dell’allenatore, raccogliere sempre qualcosa da ciascun tecnico, non tralasciare l’istinto per andare in gol: sono cose che devono accompagnarli per tutto l’arco della carriera.

Vero numero 9, Mister Borneo non crede alla “scomparsa ” del centravanti classico con il falso nueve: “Se sparisce dal calcio una simile concezione, viene meno la poesia, il gol è l’essenza  del calcio, puoi giocare con mille moduli, ma l’obiettivo principale di tutti è quello di arrivare a buttarla dentro, schierando più attaccanti forti. E’ chiaro che non è solo quello importante ma anche la difesa. L’attaccante deve garantire i suoi gol e tutta la squadra ne trae giovamento“.