Arriva il MALUS, tassa di 1100 euro sulle auto

La nuova riformulazione del bonus-malus presentata in Commissione al Senato, dimostra che ad essere colpite non saranno solo le auto di “grossa cilindrata”.

MILANO – Le principali Associazioni del settore (ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE), rinnovano il grido d’allarme al Governo, al Parlamento e ai consumatori, sugli impatti che la misura in discussione avrà sul settore automotive.

Le analisi della misura nella sua nuova riformulazione evidenziano come, ad essere colpite dal malus, non saranno solo le autovetture di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate ad una gravosa imposta quale il superbollo, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato, molti con una fascia media di costo sul quale l’aggravio di una tassa di 1.100 € appare veramente irragionevole.

Gli impatti della misura considerata dimostrano, inoltre, che il “malus” è di gran lunga superiore rispetto alla necessità di copertura del “bonus”.  

Una misura così strutturata, appare pertanto socialmente iniqua, poiché richiede ad un’ampia fascia di cittadini un importante sforzo economico per finanziare l’acquisto di pochi veicoli. 

Riteniamo al contrario di fondamentale importanza lo stanziamento previsto a supporto delle infrastrutture di ricarica, a nostro avviso il primo necessario passo che il Paese deve fare per creare le condizioni abilitanti per lo sviluppo della mobilità elettrica.