Quantcast

Sotto l’albero, il 3-5-2 lilla che piace foto

Mister Fiorito: "Questo schema dà un'identità alla squadra"

LEGNANO – Il Legnano è arrivato a concludere il girone d’andata nella partita contro l’Union Villa Cassano. Lo ha fatto vittoriosamente e riproponendo un’identità che è sempre importante avere.

Tatticamente è stato un 3-5-2 con Bianchi, Nasali, Miculi dietro, Curci e Capitan Foglio sugli esterni, Provasio in regia, Calviello e Amelotti , mezzali e davanti Grasso e Mazzini punte.

Anche quando sono stati effettuati i cambi non è mutato nulla, perchè Ronchi è andato a fare l’esterno al posto di Curci e Trenchev la mezzala al posto di Calviello.

Avere certezze sarà molto importante e su questo il tecnico si è ripromesso di lavorare nella pausa: “Il 3-5-2 per le caratteristiche della squadra può essere un abito importante per il suo modo di stare in campo più efficace. E’ chiaro che bisogna sempre lavorare per migliorare ma è altrettanto evidente che la squadra deve avere un’identità e ad ora il 3-5-2 ci ha dato questa soddisfazione così come domenica scorsa per un certo momento con la Varesina e può essere perciò un modo da perseguire, senza trascurare altro“.

E’ altrettanto vero poi che avere un modo per iniziare una gara e poi saper cambiare a gara in corso può essere un vantaggio, non lo è invece, cambiare partita dopo partita, perchè darebbe meno vantaggi“, ha concluso Mister Fiorito.

Insomma si lavora in maniera scientifica, verificata un’ipotesi, sperimentata , si punta a consolidarla senza precludersi quell’elasticità che tornerà comodo nell’arco dei 90 minuti di una partita, al cui interno ci sono sempre più ‘partite’ da giocare, e questo è un Legnano che è pronto a saper cambiare pelle a seconda delle circostanze.

Va dato atto a tutta la squadra di essere stata sul pezzo in un modulo difficile come il 3-5-2 scelto dal Cassano a specchio per inceppare i meccanismi lilla.

E sarebbe anche giusto ricordare che questo è la versione più evoluta e giustamente aggiornata ai tempi di oggi del gioco all’italiana, perchè almeno in Eccellenza i nostri Allenatori non hanno dimenticato una scuola tecnica che ci ha fatto grandi e ogni tanto è anche bello ricordarlo a chi invece non ci ha saputo portare a un Mondiale, dove quasi tutti hanno giocato secondo il nostro stile….