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Castellanzese: voglia di giocare

La Castellanzese, da macchina perfetta, vuole tornare a giocare

CASTELLANZA –  Mister Roncari ci teneva a giocare. Il maltempo però ha concesso una tregua alla Castellanzese che domenica si è comunque allenata. Ecco l’intervista dello staff neroverde al tecnico che insieme alla sua squadra guida a testa alta la classifica di Eccellenza.

Buonasera mister. Il maltempo ha obbligato a rinviare il match con il Fenegrò, ma avete comunque fatto allenamento questa mattina. Considerando l’andamento della squadra e ipotizzando condizioni favorevoli avrebbe preferito giocare oggi?
Eravamo sicuramente pronti per giocare e venerdì ci siamo allenati con l’idea della partita confermata, senza pensare al maltempo. Poi ovviamente non abbiamo potuto far altro che accettare la giusta sospensione. Mi disturba solamente pensare al quando dovremo recuperarla. Speriamo di non doverlo fare nella settimana di della sfida contro il Legnano, non perchè non siamo in grado, ma perchè sarebbero due partite importanti insieme . Due partite di un certo peso in una sola settimana, difficili da affrontare bene, ma una grande squadra deve sempre farsi trovare pronta.

 

Una buona occasione per valutare i nuovi arrivati. Che ne pensa dei due acquisti di gennaio?
Non posso che dirmi contento sia di Diaferio che di Raimondi che ho fatto esordire anche se per pochi minuti nell’ultimo match con la Castanese. Stiamo proseguendo i loro inserimento nella squadra e sono sicuro che ci daranno una mano quando verranno chiamati in causa. Avevamo bisogno di allungare la rosa e di trovare altre soluzioni. Per esempio sulla fascia sinistra, per dare un’alternativa a Ghilardi oppure in attacco dove per diverse motivazioni come gli infortuni ci siamo trovati un pò scoperti. Da tempo ci stavamo guardando in giro e loro due fanno esattamente al caso nostro.

A dicembre invece erano arrivati altri volti nuovi. Quello che si è inserito meglio sembra Lino D’Onofrio. Cosa le piace e cosa vi può dare un giocatore come lui?
Senza dubbio è un giocatore diverso da quelli che avevamo e che abbiamo: un mancino che può ricoprire diversi ruoli. Non avevo dubbi su di lui anche perchè lo conoscevo molto bene e sapevo che sarebbe stato un innesto positivo non solo per ciò che riguarda il campo, ma anche per la mentalità e il lavoro del gruppo. Però c’è da dire che è entrato in un meccanismo che funziona e questo lo ha aiutato ad inserirsi molto rapidamente. Cosa che del resto è successa anche a Nocciola, Giorgetti e Roncari. Questo è sintomo della ricchezza della squadra che funziona molto bene. Abbiamo segnato molto, abbiamo realizzato tanti punti e subito poco. L’ingranaggio sta funzionando in modo ottimale.

Anche nelle situazioni più complicate direi. Lo spogliatoio non si è scomposto nemmeno dopo la sconfitta con la Varesina. Questo può significare molto…
Sì c’è tanta convinzione nella squadra. La partita con la Varesina è stata decisa da un episodio dubbio, ma al di là del risultato la squadra era stata in partita contro una signora squadra. E per lunghi tratti abbiamo anche avuto in mano la partita. Il risultato ci ha insegnato ad essere ancora più concentrati. Forse dal punto di vista mentale la partita con la Varesina ci ha aperto di più gli occhi sul non perdere la calma e la concentrazione. Il nostro successo è stato costruito sul gioco, sui ritmi, sull’intensità senza ovviamente disdegnare una sana cattiveria agonistica. E il calendario può anche essere dalla nostra, ma noi dobbiamo saperlo sfruttare al meglio, cercando di portare a casa più punti possibili, soprattutto quando le altre concorrenti si scontreranno, per poi presentarci agli scontri diretti nella maniera migliore.

Ha già pensato a quale potrebbe essere il vero snodo cruciale di questa stagione?
A questa domanda forse potrò rispondere più avanti, addirittura a marzo o aprile. Penso che la partita in casa col Verbano potrà essere quella decisiva, però spero di raggiungerla con una situazione di classifica agevole come quella odierna. In quel caso quella partita potrebbe essere uno snodo cruciale. Ma noi non dobbiamo pensare al futuro, solo al presente, e non ci dobbiamo dimenticare che molte altre squadre hanno tutte le carte in regola per poter essere protagoniste. Di nostro dovremo mettere il coraggio e la determinazione che fanno parte del calcio. Se vogliamo raggiungere certi obiettivi dobbiamo continuare così.