Quantcast

Lilla, parla il Vice Presidente Tomasich: “Sono due giorni di grande amarezza”

Alberto Tomasich commenta quanto accaduto domenica e la scelta di lasciare a fine stagione

LEGNANOAlberto Tomasich è Vice Presidente del Legnano, molto vicino al Presidente Giovanni Munafò, commenta quanto accaduto domenica e la scelta di lasciare a fine stagione.

Con il Presidente Giovanni abbiamo assistito al secondo tempo in curva, dove c’è stata una sincera commozione dei Boys però la sconfitta, ciò che invece ci ha lasciato basiti è stata la reazione di alcuni signori avanti anche negli anni che hanno preso ad insultare l’Allenatore Beppe Fiorito, la squadra, la dirigenza, tra l’altro sempre quando ci sono i nostri figli allo stadio. Da persone di una certa età mi aspetto se non altro rispetto, educazione, la critica ci sta, nessuno pretende di non ricevere critiche non sarebbe giusto, ma mai dovrebbe mancare il rispetto, l’educazione. Credo che la famiglia Munafò e mi ci metto all’interno, perchè ci consociamo da più 30 anni, credo per il Legnano calcio abbia fatto molto di più, da Papà ‘Lillo’ a Giovanni. Non bisogna dimenticarsi che hanno preso una Società che rischiava di non esistere più, c’è voluto un anno per metterci le toppe e metterci un’immagine di credibilità a Legnano e in giro per la Lombardia. Si è fatto fatto di tutto e di più per far riavvicinare la gente al Legnano calcio. Non vogliamo la statua, perché cio che abbiamo fatto è stato fatto perché credo che c’è passione, amore per la squadra, senza secondi fini. Chi ha visto passare per Legnano, di tutto e di più…che cosa vuole dunque di più?

Lo stadio – aggiunge – è diventato uno sfogatoio, va bene tutto, però noi sacrifichiamo molto del nostro, lasciamo da parte l’aspetto economico, ma il tempo, la possibilità di stare con le nostre famiglie chi ce lo restituisce? Portiamo via tempo alle nostre attività lavorative per cercare di dare lustro per quanto nelle nostre possibilità a questo Club: non siamo Berlusconi, se qualcuno è convinto che famiglia Munafò e la cordata che fa capo ad essa possa riportare i Lilla in A, ha sbagliato a capire… Noi abbiamo fatto di tutto per le nostre possibilità, siccome non basta a questo punto ci tiriamo indietro, lasciamo spazio a qualcuno con le spalle più grosse nostre e con possibilità diverse: vuol dire che per il tifoso medio di Legnano non è abbastanza, ma noi possiamo fare questo e non di più, lasciamo dunque spazio ad altri. A me dispiace tantissimo per i ragazzi della curva, i Boys, possiamo dirgli tutto perché magari in passato hanno fatto ciò che non dovevano fare… ma con noi sono sempre stati leali, si sono comportati con correttezza e con un rispetto incredibile. E a me piange davvero il cuore per questa situazione. Dobbiamo dire che ci sono sempre e comunque noi lasciamo per colpa di altri”.

Il Vice Presidente Tomasich si leva poi qualche sassolino: “Quando c’erano altri personaggi, questi pochi ‘contestatori’ erano sempre vicini alla Società anche nelle piccole cose, a noi mai nessuno è invece venuto a dire ‘vi diamo una mano’: quindi hai delle persone che non hanno a cuore il Legnano se allora erano in prima linea a venire incontro ai bisogno della squadra, e quando hai invece una dirigenza come la nostra che ama ciò che sta facendo, fa solo critiche e basta. Non si fa così, proprio perché non l’ha detto il dottore che dobbiamo stare qui, preferiamo fare passo indietro e lasciare l’onore di condurre il Legnano ad altri”.

A novembre ci fu già una prima contestazione: “Che – sottolinea Tomasich – fu erroneamente legata al nome di Libero D’Onofrio [giocatore poi approdato alla Castellanzese ndr]: per quanto riguarda quella vicenda ci terrei a chiarire una volta per tutte che tra Società e giocatore c’è il massimo rispetto: si è poi fatta una scelta tecnica, giusta o sbagliata non tocca a me a dirlo, ma dal punto di vista della persona, Libero è una persona splendida che spero di ricontrare. Siccome è la seconda volta che capita una contestazione nel giro di poco tempo, vuol dire che non si è ben visti da certo gruppo che non riesco a definire tifosi ma definirei frequentanti dello stadio che si divertono quando le cose vanno male. Dopo 11 risultati utili, di cosa stiamo parlando?”.

Fa specie che a contestare siano abbonati con i capelli bianchi, quindi la decisione del Presidente è quella. Io spero che si possa ridiscutere, però non la vedo come soluzione imminente, oggi quei margini non ci sono poi come ha detto Giovanni, vedremo perché il sogno fare una categoria diversa c’è sempre. Per quanto mi riguarda invece, io sono arrivato con la famiglia Munafò, è giusto che mi tolga con loro: questa è davvero una decisione di famiglia, non di rapporti lavorativi o rapporti d’altro genere, ma di cuore e di pancia, presa insieme con i consiglieri. Sia chiaro che non è stata un boutade estemporanea, ma una decisione ponderata che abbiamo preso tutti assieme a ragione veduta, come consiglio dell’Ac Legnano”.

Con la squadra abbiamo parlato ieri, abbiamo semplicemente detto come stanno le cose, spero che i ragazzi stiano tranquilli: non abbiano nulla da temere, dal punto di vista degli accordi presi e non devono in qualsiasi maniera ma sentirsi abbandonati. Non è quello il nostro obiettivo, per qualsiasi necessità, ‘devono’ non possono chiamarci, farci presente le necessità:, ci siamo oggi come prima non spariamo, oggi la dirigenza c’ ancora ma non ha intenzione di proseguire dopo il termine dell’attuale stagione”.

Domenica ci sarà una partita importante dall’Accademia Pavese. Che il Legnano dopo 11 partite, abbia fatto male domenica ce ne siamo resi conto, non abbiamo le fette di salame sugli occhi però non possiamo mica entrare negli spogliatoi e frustare i ragazzi… Qualche punto lo avevamo perso prima, dispiace non aver recuperato terreno sulla Castellanzese, quando anch’essa domenica ha perso: dispiace due volte aver perso, ma non possiamo certo dire che i nostri ragazzi non si impegnano, altrimenti non si fanno 11 risultati di fila. E poi non dimentichiamoci che siamo in Eccellenza, siamo i primi a saperlo, e forse qualcuno o vede troppo calcio in tv o filmati in bianconero…E’ come quando leggo su facebook che il lilla è morto nel 2009: e allora rimaniamo senza calcio per sempre o accettiamo ciò si fa oggi? Se trovassi dieci imprenditori legnanesi disposti a dare un decimo di quello che Giovanni ed io ci mettiamo, sarei ben felice di fare un qualcosa in più come categoria”.

Il Palio è una bellissima manifestazione che caratterizza la città , non sono legnanese, ma lo sono divenuto d’adozione: lo adoro, ma non c’è solo quello. Lo vediamo anche con il Legnano Basket. Anche qui di imprenditori legnanesi non mi sembra pieno, e se non fosse per la buona volontà del Dottor Marco Tajana, faremmo altri discorsi che non la A2 e così senza la buona volontà di Giovanni Munafò, della sua famiglia e di tutto il Consiglio dove staremmo? Per il Legnano posso solo sperare il bene perché come ho sempre detto ho iniziato ad amare i Lilla negli anni 80 grazie a Virginio Poretti e quindi anche oggi non cambia il mio amore per il Legnano calcio. Oggi semplicemente non me la sento più di stare prima fila. Sono due giorni di delusione, rabbia e amarezza. Perché ciò che è successo è davvero sintomo di ingratitudine, perché noi non abbiamo fatto nulla per un tornaconto economico e personale ma per la gioia di dare un qualcosa alla città di Legnano e fare qualcosa per la nostra squadra e si suoi colori. In questa vicenda è esemplare il comportamento dei tifosi della curva, i Boys, davvero lodevoli per l’attaccamento alla squadra, il sostegno che non manca mai e li ringraziamo per l’ospitalità a vedere le partite in curva. Devo poi dire che mi è piaciuta moltissima la lettera del Professor Tiziano Bassi inviata al vostro giornale”, conclude il Vice Presidente lilla.