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Speciale Finali: Venezia è dura a morire, gara 1 è sua!

Mercoledì sera gara 2 ancora in laguna

VENEZIA – Che sarebbero state delle finali tirate, intense con duelli rusticani in ogni zona del campo e senza esclusioni di colpi, questo l’avevamo capito già da un pezzo.

Ma nessuno osava immaginare una reazione così forte da parte di una Venezia che sotto di 13 nel terzo periodo con Sassari in pieno controllo riesce a rientrare in partita dimostrando una tempra dal punto di vista difensivo anche in alcuni elementi che di solito non fanno di queste caratteristiche il loro punto di forza.

Uno su tutti quell’Austin Daye che in post basso ha generato recuperi importanti, a cui si è aggiunto un Cerella che è stato la vera ciliegina sulla torta prima con una tripla cruciale nel momento più difficile per i lagunari, e poi con almeno tre giocate difensive in post basso su Thomas che si sono rilevate decisive, specialmente quella a 20 secondi dal termine quando ha tenuto botta.

Al colored bianco blu costringendolo ad un tiro con pochissimo angolo che è andato a spegnersi sul primo ferro decretando di fatto l’1-0 nella serie.

Ma veniamo ai temi tattici della gara, con una Sassari sempre dominante a rimbalzo come da consuetudine con giocate di pura energia dei vari Cooley, Pierre e Thomas a cui si aggiunge un super Mcgee che mandato spesso dentro dalla difesa, ha sempre ottime letture con tiri ad alta percentuale e con le guardie orogranata spesso in ritardo sui blocchi che costringono i vari Vidmar e Watt ad aiuti che poi generano secondi possessi o punti facili sotto le plance dove la Dinamo è davvero devastante.

Venezia risponde sull’asse Tonut – Watt che spesso portano fuori dal pitturato Cooley con l’italiano che spesso arriva al ferro generando punti facili.

Ma è sempre sotto i tabelloni che Sassari genera gioco diventando un rebus difficile da risolvere in casa Reyer, dopo due quarti equilibrati i Sardi nel terzo periodo danno quella che sembrava essere la spallata decisiva al match, con punti dal pitturato che la portano addirittura sul + 13, vantaggio non da poco visto il basso punteggio della gara.

Ma forse i Sardi non hanno fatti i conti con una Venezia che dimostra una voglia e una rabbia di chi proprio non ci sta a perdere, e nel momento più difficile del match un Daye che non ti aspetti in difesa genera recuperi e punti importanti che ricuciono lo strappo.

Cerella è un uomo in missione prima in attacco con una bomba importantissima che tiene a galla i lagunari e poi con una difesa in post basso da clinic da far vedere ai più giovani, limitando ai minimi termini un elemento come Thomas nettamente superiore dal punto di vista fisico.

La difesa in post basso con gli uomini di De Raffaele che riescono a tenere almeno i primi due palleggi, non genera aiuti e rotazioni lasciando pochissimi tiri dal perimetro ai Sardi che nel quarto periodo perdono ritmo e inerzia della partita.

Stone anonimo fino a quel momento a 30 secondi dal termine sul 69 pari mette la bomba decisiva che manda il Taliercio in estasi. Il solito Cerella in post basso finisce uno dei suoi capolavori difensivi in post basso su Thomas costringendolo ad un brutto tiro che si spegne sul primo ferro.

Come si spengono le speranze della Dinamo che dopo 23 vittorie consecutive deve incassare l’1-0 nella serie, contro una Venezia che è veramente dura a morire…

Umana Reyer Venezia – Banco di Sardegna Sassari 72-70
Parziali: 18-14; 29-37; 54-52

Umana Reyer Venezia: Haynes 15, Stone 3, Bramos 8, Tonut 11, Daye 8, De Nicolao 6, Vidmar 1, Biligha ne, Giuri, Mazzola 3, Cerella 3, Watt 14. All. De Raffaele.
Banco di Sardegna Sassari: Spissu, Smith 3, McGee 19, Carter 7, Devecchi, Magro ne, Pierre 4, Gentile 6, Thomas 13, Polonara 6, Diop ne, Cooley 12. All. Pozzecco.

(foto Reyer Venezia)