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Marco Simone spara a zero sulla vicenda Milan

Intervista a tutti tondo sulla Gazzetta e volano stracci

LEGNANO –  A Legnano lo conoscono tutti per il suo passato da dirigente lilla e per essere stato un giocatore del Legnano calcio.

Marco Simone da Rescaldina, grande ex rossonero, è intervenuto a gamba tesa sulla Gazzetta dello Sport per per commentare le vicende del club rossonero.

Abbiamo estrapolato alcuni passaggi della lunga intervista:

Tornare dove tutto è iniziato? Magari. E’ molto difficile che io torni, perché non sono figlio di nessuno. Non ho alle spalle né direttori né procuratori e se non fai pubbliche relazioni non entri nel giro. Se non hai qualche legame sei fuori, però mi chiedo: possibile che non ci sia un dirigente di qualche squadra cui possa venire in mente il mio nome?’

Simone poi parla della possibilità ventilata lo scorso anno di allenare la squadra B del Milan:

Rinuncia alla squadra B? Basta dire che dopo quei fatti io e i miei siamo rimasti senza lavoro. Io avevo ricevuto altre 5-6 proposte, anche meglio pagate, ma le avevo rifiutate per l’orgoglio di tornare al Milan. Anche se era la seconda squadra e io ho sempre allenato in prima o seconda serie. Ma quando sono rimasto a piedi le altre offerte non c’erano più. Vorrei comunque sottolineare che nella mia vita non ho mai chiesto di tornare al Milan. In quel caso era stato Gattuso a fare il mio nome”.

Il rapporto con Leonardo è quanto meno critico per non dire altro: 

Rimasi una settimana con lo staff ad aspettare inutilmente Leonardo, che invece non ha mai voluto incontrarmi di persona. Una mancanza di rispetto assoluta. Lui sarà anche Leonardo, ma io qualcosa al Milan l’ho vinta. Lui con me si è comportato male perché il progetto non l’ha mai nemmeno guardato. Si è giustificato tirando in ballo il FFP, ma era già stato tutto messo a bilancio. Ha provocato un danno pagato caro con la retrocessione della Primavera, che avrebbe potuto attingere giocatori dalla squadra B. Quindi in realtà ha mancato di rispetto a tutto il Milan. Peccato, perché invece Maldini di quel progetto era entusiasta. Li ho incontrati entrambi in sede, tempo dopo”.

L’amicizia con Paolo Maldini:

Fin quando c’è stato Leo, Paolo lo ha supportato e mi chiedo come sia potuto accadere. Maldini è il Milan e deve essere lui a decidere. Un ruolo da subalterno a Leo è fantascienza, il mondo che va al contrario. Ora il suo ruolo è giusto, deve fare esperienza al comando”.

L’amicizia attuale con Boban:

Zvone ha tanta esperienza, lo sento spesso, massimo rispetto per la sua straordinaria cultura. Sono felice che il Milan sia guidato da due persone così, è un mix molto bene assortito. Loro sì che metteranno il Milan davanti a se stessi. Con Paolo dividevamo la camera a Milanello, Boban era un artista in campo e fuori, avevamo grande intesa. Senza peli sulla lingua”.