Il ricordo di un Campione

40 anni fa moriva uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi

MILANO – Un anniversario è fatto per ricordare ma anche per capire il presente e quello che ha lasciato Giuseppe Meazza in questi 40 anni dopo la sua scomparsa il 21 agosto del 1979, ha sempre un valore attuale non solo per la storia del calcio.

Specialmente oggi quando si parla nelle analisi tecniche di giocatori universali che siano in grado di fare più cose, chi è stato l’antesignano di questa versatilità tattica?

Il campione milanese di Porta Vittoria come dimostrò nell’Italia bicampione mondiale del ’34 e ’38 arretrando da centrattacco a mezzala per formare una coppia formidabile con Ferrari.

Quando oggi le cronache sono piene di fatti extracampo più a sproposito che a proposito dei beniamini del pallone, chi è stato ancora l’antesignano come oggetto di un gossip seppur differente da quello in voga?

Ancora una volta il Peppin che non disdegnava la bella vita, senza però intaccare il rendimento sul rettangolo verde.

Oggi ai giocatori si rimprovera di non aver più una seconda pelle con i colori della squadra del cuore addosso. Si passa facilmente da un avversario all’altro, a volte peggio anche allo storico nemico.

Pur non perdonandosi mai l’aver cambiato i colori dal nerazzurro al rossonero, arrivando anche al bianconero, chi precorse questi tempi moderni?

Lui che avevano soprannominato il ‘Balilla’ quando giovanissimo fu convocato nell’Ambrosiana dall’allora ‘Mago’ Arpad Weisz, mettendo a tacere subito con le sue giocate lo scetticismo dei veterani che si sono sempre sentiti in diritto di dire la loro nello spogliatoio, salvo poi essere smentiti sul campo da talenti precocemente predestinati come Giuseppe Meazza a brillare non solo con la maglia nerazzurra ma anche con quella della Nazionale.

Il Commissario Unico Vittorio Pozzo sapeva che poteva contare su di lui non solo per segnare ma anche per costruire la manovra che avrebbe portato nell’area avversaria.

Questo e molto di più ancora è stato Meazza, che si cimentò financo nel ruolo di giocatore-allenatore.

Milano lo ricorda con lo stadio che adesso qualcuno vorrebbe rifare ex novo, non si è capito poi intitolandolo a chi…

Milano e sicuramente l’Inter così come la Nazionale non lo dimenticano Meazza ma sarebbe bene che pure i giovani ne conoscessero la vicenda.

La storia del calcio insegna ancora, i campioni di oggi tanto chiaccherati sono figli della nostra epoca così come quelli di allora.

Il calcio è cambiato nei sistemi di gioco, evoluzione di quelli precedenti, ma la classe di Peppino brilla come una stella sempiterna accanto a tutte le altre del firmamento calcistico che hanno fatto sognare e gioire quelle generazioni così come forse con minor romanticismo per il pallone le attuali e sicuramente con meno fair play.

Meazza dopo esser riuscito a segnare all’altrettanto leggendario Zamora in un amichevole e aver vinto una scommessa con il portiere juventino Combi in una partita all’Arena, in entrambe le circostanze al di là delle rivalità strinse sportivamente la mano ai due avversari.