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Liquami nell’Olona, risponde il gestore dell’impianto di depurazione

In una lunga nota CAP Holding spiega i perchè della "decisione dolorosa di fermare anche solo temporaneamente il depuratore"

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    CANEGRATE (MI)CAP Holding, società che gestisce il depuratore di Canegrate, in una lunga nota, che vi proponiamo integralmente, ha risposto alle tante critiche e perplessità emerse nei giorni scorsi a seguito dell’inizio dei lavori che ha comportato la chiusura dell’impianto ed il conseguente sversamento dei liquami direttamente nel Fiume Olona.

    Secondo la società di gestione, tutte le operazioni previste sono state opportunamente progettate ed in seguito autorizzate dalle Autorità competenti, anche se la stessa società ammette che è “stata sottovalutata da Gruppo CAP la forte e giusta sensibilità dei cittadini e degli stakeholder dell’area dell’Olona”, particolarmente sensibili alle problematiche ambientali legate ad un Fiume come l’Olona che soffre degli “effetti di una situazione ancora fortemente deficitaria della depurazione nelle aree a nord fuori dalla provincia di Milano”.

    “Un contesto che merita maggiore attenzione e su cui l’azienda d’ora in poi si impegnerà con ancora più forza”, si rileva nel comunicato.

    Lo stesso comunicato poi passa in rassegna tutte le motivazioni che hanno comportato la scelta di compiere i lavori tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

    Il comunicato termina con l’impegno di mettere in atto “investimenti finalizzati al ripristino dello stato del fiume Olona e della sua biodiversità (ad es. manutenzione e pulizia del greto, ripopolazione della fauna e della flora, ecc.) che saranno definiti con tutti gli stakeholder al termine dei lavori.”

     

    Questo il testo completo del comunicato:

    I lavori in corso al depuratore di Canegrate stanno procedendo regolarmente e più velocemente di quanto previsto. Domani [venerdì 27 settembre – ndr] termineranno le attività di smantellamento delle macchine elettromeccaniche e tra sabato e domenica si completeranno i lavori sulle vasche di grigliatura, per giungere subito dopo ai collaudi.

    Il tratto del fiume a valle del depuratore è presidiato quotidianamente da mezzi di pulizia che provvedono a rimuovere eventuali residui e a pulire gli argini da depositi. L’attività di analisi di
    laboratorio delle acque dell’Olona che viene effettuata dall’inizio dei lavori, in diversi punti a monte e a valle del depuratore, conferma il positivo effetto della diluizione in corso.

    In ogni caso solo al termine dell’operazione si definirà, anche in accordo con i comuni e le associazioni interessate, eventuali e ulteriori strategie di mitigazione: la pulizia del corso d’acqua, la
    ripopolazione di fauna e flora ecc. per il quale sono già stati previsti i fondi necessari. Il rinnovo del depuratore si è reso urgente per adeguare l’impianto agli standard tecnologici più avanzati e alla nuova legge regionale che ha l’obiettivo di proteggere il fiume e l’area circostante da allagamenti dovuti alle sempre più frequenti bombe d’acqua.

    Il depuratore di Canegrate costruito nel 1986 e ristrutturato nel 2015 rappresenta un presidio ambientale a difesa del fiume Olona. L’impianto di Cascinette, infatti, protegge il corso d’acqua dagli scarti biologici e dagli inquinanti prodotti dalle attività civili dei cittadini di Canegrate, Legnano, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona e parte di Cerro Maggiore (capoluogo), oltre al Comune di Castellanza in Provincia di Varese.

    In particolare i lavori sono indispensabili per dotare l’impianto di alcune tecnologie oramai non più rimandabili (tra cui nuove pompe, nuovi sistemi di abbattimento del fosforo, nuovi sistemi di misura e controllo, sostituzione e potenziamento della sezione di grigliatura fine per rimuovere con ancora più efficacia i residui), e per creare all’interno dell’impianto due vasche di prima pioggia (obbligatorie secondo la nuova normativa regionale) necessarie a proteggere il fiume e le aree circostanti dagli effetti delle sempre più frequenti bombe d’acqua rendendo più efficiente anche il sistema fognario dei comuni serviti.

    Ovviamente le autorità competenti hanno autorizzato non solo la realizzazione dell’intervento ma anche le necessarie attività di fermo impianto, dando a Gruppo CAP tutte le prescrizioni necessarie alla mitigazione degli impatti che sono state puntualmente seguite. Il rinnovo del depuratore è stato progettato da Gruppo CAP considerando diverse possibili alternative progettuali sulla base di attente simulazioni che hanno tenuto in conto fattori metereologici, di temperatura e di portata del fiume.

    La decisione dolorosa di fermare anche solo temporaneamente il depuratore, infatti, è stata presa da Gruppo CAP dopo un’approfondita analisi, con la consapevolezza che non è semplice
    contemperare l’impatto, sia pur limitato, nel breve termine, con i vantaggi per l’ambiente nel lungo termine. Questo tipo di lavori particolarmente delicati e attentamente pianificati, sono abbastanza comuni su impianti di questo tipo.

    Tuttavia, in questo particolare caso, è stata sottovalutata da Gruppo CAP la forte e giusta sensibilità dei cittadini e degli stakeholder dell’area dell’Olona che vivono da anni gli effetti di una situazione ancora fortemente deficitaria della depurazione nelle aree a nord fuori dalla provincia di Milano che fa vedere i suoi effetti sul corso d’acqua a valle. Un contesto che merita maggiore attenzione e su cui l’azienda d’ora in poi si impegnerà con ancora più forza.

    Entrando poi nel dettaglio più tecnico, il progetto sviluppato e coordinato dal team ingegneristico di Gruppo CAP, azienda interamente pubblica, di cui sono soci tutti i comuni della Città
    metropolitana di Milano, ha tenuto conto:

    1. Del meteo e delle temperature e della relativa portata stimata del fiume Olona, definiti sulla base di dati storici e statistiche a lungo termine. I calcoli e la valutazione delle variabili ha
    determinato la scelta del periodo di inizio autunno:
    – generalmente caratterizzato da previsioni meteorologiche di pioggia statisticamente interessanti ma non intense (fonte: andamento precipitazioni Arpa Lombardia);
    – non facente parte del periodo storicamente di magra del Fiume Olona (fonte: Consorzio Fiume Olona, che individua i mesi di luglio, agosto, dicembre e gennaio come quelli di magra);
    – successivo alla chiusura della stagione irrigua del Fiume Olona (chiusasi il giorno 8 settembre 2019) per evitare che eventuali colture agricole fossero irrigate con risorsa proveniente dalle
    prossimità del canale di scarico non trattato.

    La possibilità di effettuare i lavori in periodo estivo (es. agosto) è stata invece esclusa:

    – per via del periodo certo di magra e degli altrettanto certi impatti importanti in termini di sversamenti in Olona;
    – a causa di maggiori possibili odori dovuti alle temperature più alte;
    – al fine di proteggere le colture in corso.

    Mentre la possibilità di effettuare i lavori in periodo invernale è stata esclusa a causa:

    – delle piogge anche molto prolungate e intense che avrebbero potuto generare difficoltà gestionali all’impianto di depurazione, l’allagamento delle vasche e l’impossibilità di eseguire i lavori con il rischio, inaccettabile, di doverli interrompere lasciando in essere il by-pass.
    – delle minori temperature del fiume nei periodi tardo-autunnali che peggiorano la capacità auto-depurativa del corso d’acqua. Le basse temperature peggiorano, infatti, l’impatto sul fiume di scarichi non trattati;
    – delle minori temperature ambientali che avrebbero compromesso il funzionamento del processo biologico del depuratore. In sostanza il depuratore funziona grazie a “batteri buoni” che rimuovono azoto e fosforo dalle acque nere e che funzionano in maniera ottimale tra i 25°C e i 35°C. Spegnere e riaccendere il depuratore nei mesi invernali avrebbe rischiato di allungare se non compromettere il ripristino delle condizioni di depurazione ottimali.
    – In ultimo, la diminuzione delle ore di luce nei mesi invernali non avrebbe permesso l’organizzazione delle attività su turni da 12 ore, come invece è stato possibile nel mese di settembre, causando un ulteriore prolungamento dei giorni di fermo necessari per l’esecuzione in sicurezza dei lavori.

    La progettazione ha tenuto conto inoltre:

    2. di migliori valori sulla qualità dell’acqua trattata e di migliori performances di abbattimento sui singoli inquinanti.
    3. della necessità di ridurre al minimo i giorni di fermo impianto pianificando le lavorazioni 7 giorni su 7 con un orario giornaliero complessivo di 12 ore escludendo la possibilità di lavorare
    all’interno di spazi confinati in notturna per ragioni di sicurezza.
    4. delle portate (la quantità di reflui per intenderci) da inviare a trattamento. In particolare, la quasi totalità dei reflui provenienti dal Comune di Cerro Maggiore (circa il 10% del totale) risultano temporaneamente convogliati verso il depuratore di Parabiago.

    Mentre sono state valutate ma escluse soluzioni progettuali alternative tra cui:

    – la possibilità di convogliare tutti i reflui generati dall’agglomerato di Canegrate verso altri depuratori quali Parabiago o Pero. Soluzione impossibile perché gli impianti in questione non sono in grado di trattare i reflui provenienti da altri impianti che si sommerebbero a quelli già naturalmente trattati, per i limiti idraulici delle condotte fognarie esistenti, a causa dei dislivelli delle infrastrutture.
    – La possibilità di lavorare su sezioni distinte delle fasi di grigliatura e dissabbiatura limitando le portate da avviare a by-pass poiché ciò non avrebbe permesso di lavorare in assenza di reflui all’interno del cantiere con una conseguente e pericolosa emissione di gas in spazi confinati.
    – Altre soluzioni quali depuratori di riserva, o in doppio, uso delle rogge per fare defluire i reflui fino ad altri impianti, sono invece ipotesi che a una valutazione di semplice buon senso appaiono inverosimili e irrealizzabili.

    5. delle mitigazioni dell’impatto sulla biodiversità del fiume. Gruppo CAP ha previsto alcune soluzioni per ridurre gli impatti dello stop del depuratore e per ripristinare lo stato preesistente:
    – un incremento dei controlli sul territorio: sono stati incrementati i controlli sulle attività produttive con scarichi in fognatura (+40% rispetto al periodo di esercizio regolare) per evitare pratiche abusive e sono state attivate specifiche attività di campionamento ed analisi sul fiume per valutare gli impatti sulla qualità delle acque.
    – l’aumento della diluizione dei reflui scaricati in fiume Olona richiedendo la collaborazione dei gestori dei reticoli idrici e diluendo gli scarichi con acqua di prima falda.
    – la presenza costante di un team di emergenza sempre operativo per rimuovere eventuali accumuli di materiale solido lungo il tracciato del fiume.
    – Investimenti finalizzati al ripristino dello stato del fiume Olona e della sua biodiversità (ad es. manutenzione e pulizia del greto, ripopolazione della fauna e della flora, ecc.) che saranno definiti con tutti gli stakeholder al termine dei lavori.

    Un ulteriore aggiornamento è previsto nei primi giorni della prossima settimana.

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