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Focus tecnico con Mister Fiorito: il ruolo del portiere

Scopriamo uno dei ruoli più difficili e di responsabilità di una squadra di calcio

LEGNANO – Per alcuni è il ruolo più difficile nel gioco del calcio, per altri è solo quello di più grandi responsabilità ma indubbiamente è tra i più affascinanti: quello del portiere. Ne parliamo per il focus tecnico di questa settimana con Mister Giuseppe Fiorito.

Nel tempo quello del portiere è un ruolo che è cambiato molto?

Sono anzitutto cambiate le regole: prima mai era coinvolto nella costruzione della manovra, ora il portiere deve saper giocare anche con i piedi , tante volte rientra nelle esercitazioni per la tecnica applicata al suo ruolo e il passaggio e quindi molte squadre specie quelle professionistiche ma anche da noi, l’azione inizia da dietro e i difensori si appoggiano per cambiare il gioco a lui o per appoggiare all’altro difensore centrale o cercare il difensore esterno opposto. In questa maniera il portiere è chiamato più spesso giocare con i piedi e non tutti questo fondamentale tecnico lo hanno sviluppato a dovere quindi aumenta il margine d’errore, capita perciò che i portieri sbagliano appoggio o sono protagonisti di un rinvio frettoloso, con la propria squadra che soffre e il crearsi di queste situazioni“.

Per la regola degli under, si ritrovano tanti giovani ultimamente tra i pali.

Quello del portiere è un ruolo che chiede tanta personalità e a maggior ragione il suo ruolo è fondamentale, se il portiere sbaglia prendi gol, per gli altri no, anche se sbaglia un difensore non è matematico che si prenda un gol. Perciò il margine d’errore non ci deve essere o essere sotto il minimo, il portiere deve avere anche la personalità però non solo quella: anche se giovane e forte come Donnarumma perchè è un campione e va in A, anche lì può capitare che commetta degli errori di ingenuità, di inesperienza tipica dei giovani che dalla loro parte hanno anche questa esuberanza e una dose di “incoscienza” che gli viene dalla loro età. Ci sono poi errori che vanno attribuiti all’impostazione tattica del portiere, nel modo di stare in porta, del modo di gestire le situazioni al limite dell’area, questo lo dà solo l’esperienza, il portiere giovane non ha tutto questo bagaglio e deve imparare a limitare quelle situazioni tattiche che possono essere pericolose per la propria porta. A volte si è istintivi e tanto volte ciò non paga, paga di più per un attaccante o un centrocampista, per il portiere l’istinto ci deve essere ma deve confortato dall’esperienza, dalla personalità e dalla conoscenza delle situazioni“.

E il portiere di riserva oggi quale ruolo ha in una squadra?

In merito ci sono due scuole di pensiero diverso e due modi di gestire i due portieri in modo diverso: c’è chi li fa “ruotare” o comunque cerca di dare una possibilità al “12 “di andare in porta e fare alcune partite e c’è chi sposa una causa che c’è un numero 1 e un 12, e se uno fa il numero 1 è perchè ha delle qualità che danno più garanzie non solo a lui ma a tutta la squadra e l’allenatore così difficilmente cambia. Io ho questa mia idea che quando trovi un portiere che ti offre delle garanzie, che entra in sintonia e dà sicurezza, non li cambio e vado avanti, ci sono altri magari che hanno un’idea, un’ interpretazione diversa di questo ruolo e ci può stare. Per me è importante dare quella continuità anche mentale che è fondamentale per il portiere visto il ruolo da gestire per la squadra e tutte le varie situazione, Ogni allenatore ragiona in base alle proprie idee, io quando trovo il portiere che mi dà garanzie, che è completo, che dà fiducia alla squadra, che tecnicamente è bravo, mi affido a lui e purtroppo il 12 a meno che non ci siano situazioni particolari, giocherà poco o se c’è la Coppa Italia, magari si può pensare di dargli una chance anche a lui di giocare e far vedere la sua continuità e le sue qualità“.

La sostituzione di un portiere è più difficile?

Proprio il portiere che viene sostituito per infortunio e ha fatto bene fino allora comporta il dover gestire la cosa bene: è chiaro che chi entra, sente il peso e la responsabilità del ruolo che va a fare , deve guadagnarsi la fiducia del mister, dei tifosi e specialmente dei compagni e farlo con la prestazioni, non ci sono altri alibi. Un portiere che subentra, può subire questo tipo di pressione per questo magari, considerando anche la giovane età mentre ai livelli professionistici la pressione è gestita con meno impatto“.

E quando si è costretti per aver esaurito i cambi a mandare un calciatore di movimento in porta?

E’ una situazione veramente complicata se non hai icambi, devi cercare di mettere in porta quello che può darti meno problemi, non un difensore magari, si vede nella rosa chi sta giocando e può essere predisposto e che magari si è osservato anche per caso se in allenamento dopo che per qualche motivo è andato in porta, ha fatto vedere in certe situazioni di cavarsela, E’ chiaro che dal punto di vista psicologico se già è un tipo più timido, se subisce di suo la pressione, poi non lo metti in porta, si valuta anche l’aspetto della persona. In allenamento capita che i giocatori quando tirano i rigori, vogliano andare in porta per divertirsi e allora un allenatore butta l’occhio quando si divertono in quella circostanza e riesci ad avere indicazioni, ne tieni conto in situazioni disperate dove questo è un cambio disperato, e nella disperazione si cerca scegliere il meno “disperato” perchè bisogna sempre cercare di ridurre la casualità nel calcio“.

E’ vero che i portieri poi sono facilitati a diventare allenatori?

No, per fare l’allenatore ci vogliono tante conoscenze, tanti studi, tante attitudini, non tutti possono fare l’allenatore, non è il solo punto di vista tecnico e tattico, che conta, l’allenatore è chiamato a gestire persone, deve essere uo psicologo, un motivatore, un comunicatore, che a che fare con ragazzi giovani. Ci vuole una gestione di tanti aspetti dentro e fuori il campo, prima durante e dopo una partita, per gli umori, i malcontenti, le vicende di uno spogliatoio, i rapporti con la stampa. Diventare allenatore non è prerogativa di un ruolo piuttosto che di un altro, bisogna essere portati e studiare molto“.

(foto Milano City FC)