Il presidente dell’Aci fa la guerra alle auto d’epoca!

Sticchi Damiani shock: "Vanno demolite!"

MILANO –  Pioggia di polemiche contro il presidente dell’Aci che ha attaccato senza mezzi termini le auto ultraventennali senza risparmiare bordate anche nei confronti dell’Asi.

Auto e Moto d’Epoca 2019 Padova

L’occasione è stata quella della 74esima edizione della conferenza del traffico.

L’invito del patron dell’Aci quello di rottamare le auto utraventennali lasciandone solo una manciata, circa 380mila, meritevoli. Per il resto bisogna demolire tutto il parco auto.

Una uscita poco felice che ha scatenato una serie di polemiche senza fine. I dati sul costo della tutela fiscale dei veicoli storici reintrodotta nel 2019 (con la tassa di possesso al 50%) non risultano quelli esposti da Sticchi Damiani (7 milioni di euro per quest’anno e addirittura 25 milioni per il 2020) che non ha minimamente accennato alle maggiori entrate che derivano allo Stato da questa tutela.

Un mondo di passione che promuove cultura e turismo ed è un enorme volano di indotto nazionale, che nel 2018 è stato stimato in 2,2 miliardi di euro.

Anche l’Asi dice la sua: ““Sticchi Damiani – evidenzia Alberto Scuro, presidente di Automotoclub Storico Italiano – ha anche dichiarato che tutti gli attori del motorismo storico tranne ASI sarebbero d’accordo sulla necessità di stilare una lista di veicoli che a parità di anzianità e grado di conservazione avrebbero la possibilità di essere tutelati come storici. Con tale lista lo Stato aiuterebbe chi possiede veicoli costosi ed esclusivi e non chi vuole conservare, osservando le specifiche normative previste, veicoli più diffusi e di minor valore, ma che hanno comunque segnato la storia del nostro Paese e delle nostre famiglie. Quattro dei cinque enti certificatori nazionali sono contrari a stilare la lista proposta da ACI, che non trova riscontro né nelle direttive europee né nelle indicazioni della Federazione internazionale dei veicoli storici (FIVA), né nelle normative di altri paesi europei.”