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Il ritorno del Re

Un ritorno per dare stimoli e motivazioni a un gruppo spento e scarico. Il ritorno del Re però è anche un invito alla nostalgia di un Milan antico e vincente.

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MILANO-  Estate 2010, il Barcellona dopo una lunga trattativa libera Zlatan Ibrahimovic, che diventerà poi rossonero. Il campione svedese non ha dubbi: ” Voglio il Milan, andiamo e vinciamo tutto“.

Altri tempi, altro Milan, quello dei campioni, di Pato, Inzaghi, Ronaldinho, Pirlo Seedorf. Una dirigenza forte, con Silvio Berlusconi Galliani che si apprestavano ad allestire l’ultimo grande e vincente Milan.

Sono passati quasi 10 anni e le cose sono cambiate drasticamente. Inutile dire sempre le solite cose, a questa squadra serve una scossa, una carica elettrica capace di ribaltare tutto. Questa vibrazione colossale ha un nome: Zlatan. Troppo vecchio? Inutile per un progetto giovani non funzionante? Si può essere, nel calcio però come nella vita bisogna aspettare prima di sentenziare e parlare.

Il ritorno di Ibra, manca solo l’ufficialità, lo vedo solo come uno stimolo in più per un gruppo di ragazzi in evidente difficoltà tecnica e di personalità.

Che possa Zlatan far diventare goleador Leao Bonaventura come fece in passato con Nocerino Robinho? Lo vedremo tra qualche settimana.

Quello che so è che il ritorno del Re aggiunge un pizzico di nostalgia a ragazzi come me che sino cresciuti con il Milan Campione d’Italia 2010-11, quando Ibra proprio come un Re, arrivò a Milano per conquistare tutto.

Potrà fallire, potrà diventare come il caso Higuain, pochi palloni giocabili e tanto nervosismo, ma in questo momento di totale assenza di bravura e di talento permettetemi di essere felice per il ritorno di un enorme campione, è un diritto che ogni tifoso merita. Non so come andranno le cose a fine stagione, io però uso il cuore e sento solo tanta felicità per poter, dopo 10 lunghi anni, gridare a squarciagola : “Zlatan Ibrahimovic”.

(foto Pianeta Milan)

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