Piscina di Cerro: scontro comune-gestore!

Il pericolo che da un momento all’altro la piscina venga chiusa è tutt’altro che remoto.

CERRO MAGGIORE – Ecco la presa di posizione dell’amministrazione cerrese sulla vicenda della piscina comunale!

 

Le vicende relative alla piscina di via Boccaccio, oggi gestita da NAM (NuotoAltoMilananese) hanno purtroppo visto novità tra gli ultimissimi giorni del 2019 e i primi del 2020. Infatti, nei primi giorni del 2020 NAM ha deciso di notificare un atto di citazione avanti al Tribunale Ordinario di Milano, decidendo così di giungere allo scontro con il Comune, dopo aver ricevuto dalla precedente Amministrazione aiuti e supporto che probabilmente non avrebbe meritato di ricevere e forse non le erano neppure dovuti.


Basti considerare che, al fine ovvio ed imprescindibile di garantire a tutti i cittadini e all’utenza la possibilità di utilizzare la piscina, il Comune si è fatto carico di pagare il mutuo contratto da NAM verso l’Istituto del Credito Sportivo.
NAM, infatti, si è sempre ben guardata dal provvedere direttamente.
Il pericolo, poi, che da un momento all’altro la piscina venga chiusa è tutt’altro che remoto.

NAM vorrebbe addirittura reclamare la proprietà della piscina attraverso una società privata diversa, ma ad essa connessa.

È facile capire che la nostra Amministrazione non può accettare una presa di posizione di questa portata.
Per questo, stiamo approfondendo con i legali del Comune tutti gli strumenti utilizzabili a tutela dei cittadini e degli utenti della piscina per evitare che errori e superficialità commesse nel passato si trasformino, oggi, in un danno per la collettività di Cerro Maggiore.

COSA POTRÀ SUCCEDERE?
Come Amministrazione ci sentiamo in dovere di ribadire fermamente le decisioni assunte nei mesi scorsi e siamo decisi a far valere le ragioni del nostro Comune e della nostra comunità in ogni sede. Tutto ciò, è bene ribadirlo, volendo garantire la necessaria e continua accessibilità alla piscina, che è e rimane un servizio pubblico!

Sarebbe comunque interessante che NAM, e il gruppo di cui fa parte, spiegasse ai cittadini di Cerro Maggiore perché un bene destinato ad essere utilizzato dalla collettività, realizzato con denaro della collettività (il mutuo presso il credito sportivo ha finito per pagarlo il Comune), venga reclamato, con tanta forza da spingere l’avvio di un giudizio, da un soggetto privato.

Ci rincresce dover constatare che nulla di tutto ciò sarebbe mai accaduto se solo NAM avesse fatto fronte ai propri doveri e agli impegni assunti con il Comune nel 2009 e nel 2014.
In conclusione, allo stato attuale, il Comune non può dare certezze sulle tempistiche della vicenda, né sui risvolti economici per i fruitori, né per gli abbonamenti effettuati, ma è altresì ovvio che terremo sempre aggiornati i cittadini e gli utenti sugli ulteriori prossimi sviluppi della vicenda.