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Coronavirus, 6 casi accertati in Lombardia

Il comune di Codogno, in provincia di Lodi, epicentro del contagio

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MILANO – Sono sei i casi accertati di Coronavirus nella nostra regione. A renderlo noto, durante una conferenza stampa tenutasi presso il Palazzo della Regione Lombardia l’Assessore al Welfare Giulio Gallera.

Il primo caso accertato, nella giornata di giovedì 20 febbraio, è un 38enne di Codogno, in provincia di Lodi, ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale cittadino.

Da quanto è emerso, l’uomo avrebbe avuto più contatti, tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio, con un amico ritornato dalla Cina da un viaggio avvenuto lo scorso mese, ricoverato ora all’ospedale Sacco di Milano in via precauzionale, in quanto non avrebbe mai manifestato i sintomi della malattia.

Degli altri cinque casi uno è la moglie del primo paziente, un’altro è un amico che faceva sport insieme allo stesso paziente, mentre gli altri tre si sono presentati durante le ultime ore al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno con i sintomi della polmonite.

Dalla tarda serata di giovedì la Regione Lombardia ha immediatamente attivato una cabina di regia che sta monitorando la situazione, con lo scopo di trovare tutti i contatti che i malati hanno avuto,per poterli sottoporre agli opportuni accertamenti, al fine di verificare quanti possano essere stati eventualmente contagiati.

Nel corso della conferenza stampa è stato lanciato l’invito, a tutti gli abitanti di Codogno che potrebbero avere avuto un contatto stretto con i malati, di sottoporsi volontariamente all’isolamento da altre persone, che al momento risulta essere l’unica strategia realmente efficace in grado di contenere il contagio.

Invitiamo la popolazione di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo a rimanere il più possibile in casa e a non condurre una vita sociale attiva“, ha detto l’Assessore Gallera, che ha sottolineato come l’invito relativo agli abitanti di Casalpusterlengo sia da ritenere esclusivamente “in via assolutamente precauzionale“.

Ai cittadini delle zone coinvolte che dovessero manifestare sintomi è stato inoltre chiesto di non recarsi personalmente al pronto soccorso degli ospedali, ma di contattare direttamente il 112, in modo che i personale possa venire direttamente a casa per effettuare gli opportuni tamponi.

La Regione Lombardia e la Protezione Civile starebbero valutando la possibilità di chiudere le scuole nei comuni coinvolti.

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