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A.C. Legnano, il Presidente Munafò: “Finiamo qui il campionato”

Il presidente lilla lancia un appello alla Lega Nazionale Dilettanti

LEGNANO – Lunedì 9 marzo la Lega Nazionale Dilettanti sarà chiamata ad un’importante decisione riguardante il proseguo della stagione in Serie D, dopo la pubblicazione del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio (leggi nostro articolo QUI >>).

Alla vigilia il Presidente dell’A.C. Legnano Giovanni Munafò interviene sulla questione, proponendo sulle pagine del sito ufficiale del club, lo stop definitivo dei campionati: “Finiamo qui il campionato, non ci sono i presupposti per continuare“.

Il presidente lilla spiega così le ragioni di questa scioccante proposta: “Spero che la Lega faccia definitivamente chiarezza, e c’è un modo solo per farla: decretare la fine anticipata del torneo, congelando la classifica. Parliamo di calcio mentre la gente muore e l’emergenza è assoluta, stiamo scherzando? Sia a livello professionistico che dilettantistico si cercano scappatoie per eludere le disposizioni del Ministero, che invece vanno rispettate rigorosamente se vogliamo uscire da questa situazione: pensiamo alla salute prima di tutto, poi alle aziende che chiudono e al collasso economico. Il calcio dev’essere l’ultimo dei pensieri”.

Fino al prossimo 3 aprile sarà comunque tutto fermo, sia le partite che gli allenamenti, come spiega lo stesso Munafò: “Gli allenamenti in certe condizioni sono possibili solo per le società professionistiche. E noi non lo siamo. La mia posizione è sincera e la esprimo in modo forte. I problemi sono insormontabili: è risibile la regola del metro. Nessuno sport che si rispetti può rispettare quella distanza tra gli atleti, e il calcio è uno sport di contatto. Con l’intera Regione decretata zona rossa come faremmo a giocare in Trentino? Ci darebbero una deroga? E che accoglienza riceveremmo a Dro e Bolzano? Abbiamo poi giocatori che vengono dal Piemonte: in teoria non potrebbero venire qui ad allenarsi“.

Pensiamo anche al risvolto economico: a porte chiuse si può giocare una volta, ma non certo undici. Perderemmo non solo gli incassi, ma anche gli sponsor”, continua Munafò, che poi aggiunge: “Se scoppiasse un caso di coronavirus dovremmo mettere in quarantena la squadra, la dirigenza e sanificare il campo. Io tengo al Legnano più di chiunque altro, ma prima di tutto vengono la vita e la salute delle persone. Abbiamo investito molto, ma preferiamo che la Lega intervenga in modo chiaro, definitivo e valido, perché finora abbiamo cercato di adeguarci in mille modi: ci siamo allenati col medico che misurava la temperatura ai giocatori, abbiamo evitato le docce, abbiamo cercato di tenere il metro di distanza, ma è ora di finirla, non ci sono più i presupposti per fare attività agonistica.

Il calcio deve fare un passo indietro – conclude il Presidente dell’A.C. LegnanoTutto va fermato senza cercare recuperi dopo il 3 aprile, per i quali non c’è il tempo necessario. Bisognava fermare tutto un mese e mezzo fa, facciamolo almeno ora”.