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Come mai Federfarma blocca i test rapidi sul Covid-19?

Si posticipa ogni giorno lo screening rapido eppure diversi ospedali stanno acquistando i kit

MILANO –  Sul mercato internazionale sono presenti test rapidi di screening per il Covid-19 con percentuali di successo dall’80% fino al 98% a seconda del periodo di incubazione del virus.

Uno screening rapido dal costo irrisorio (si parla di una dozzina di euro per una quarantina di test) che in alcuni casi dà risultati dopo appena 15 minuti.

Sono test diagnostici in vitro per la determinazione qualitativa di anticorpi presenti nel sangue umano che potrebbero essere venduti in farmacia senza alcun problema almeno finchè non ci ha messo becco Federfarma.

In un comunicato stampa Federfarma invita le farmacie ad astenersi dall’acquisto di test rapidi per Covid-19 e lo fa prendendo in considerazione il comunicato stampa del Comitato Tecnico-Scientifico del Ministero della Salute riguardante il tema.

A tale riguardo, il comunicato “ritiene doveroso specificare che, a oggi, i test basati sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che di tipo IgG) diretti verso il virus SARS-CoV-2 non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida nei pazienti che sviluppano COVID-19 e che non possono sostituire il test classico basato sull’identificazione dell’RNA virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo”.

Il comunicato aggiunge, inoltre, che l’OMS sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci e che sono stati portati all’attenzione dell’Agenzia; i risultati relativi a quest’attività di screening saranno disponibili nelle prossime settimane.
Federfarma aveva già interessato le Autorità competenti con note del 13 marzo e del 18 marzo, per acquisire le indispensabili e preventive indicazioni sulla vendibilità in farmacia per due test per il Covid-19: Coronavirus Quick Test della ditta Superbio e Vivadiag.

Tenuto conto delle indicazioni pervenute, si invitano le farmacie ad astenersi dal trattare le referenze in oggetto.
Eppure sono diversi gli ospedali che stanno acquistando i kit. Secondo Repubblica.it  Nelle Marche alcuni esemplari sono già stati forniti a diverse aree della sanità e il primo grande quantitativo è in arrivo per il Gruppo Kos-S.Stefano. Moltissimi altri ospedali da tutte le regioni d’Italia stanno prendendo contatti in queste ore.

La fornitura arriva in Italia grazie alla Innoliving di Ancona, che ha stretto un accordo con la multinazionale Zhezhiang Orient Gene Biotech Co Ltd, azienda che ha avuto modo di testare il prodotto in Europa consegnando alla polizia belga 180.000 kit per test immediati