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Incendio alla Gallazzi di Gallarate, prelevati i primi campioni

Erano stati posizionati sabato dai tecnici Arpa durante le prime fasi dell'incidente

GALLARATE (VA) – L’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia, ha prelevato, nella mattinata di oggi, lunedì 23 marzo, i primi filtri dei campionatori ad alto volume posizionati sabato dal Gruppo specialistico presso una scuola a Cassano Magnago, durante le prima fasi dell’incendio presso la Gallazzi S.p.A. di Gallarate.

I filtri sono stati inviati ad un laboratorio accreditato ed i dati potranno essere disponibili quando saranno conclusi gli ordinari cicli di analisi, i cui tempi standard, fanno sapere i tecnici dell’ARPA, sono di minimo 72 ore.

L’ARPA comunque fa notare che “per le diossine (PCDD-DF) la normativa sulla qualità dell’aria non prevede un limite di legge. L’esposizione per inalazione diretta, che può avvenire durante un incendio, costituisce solo una piccola percentuale – generalmente inferiore al 5% dell’esposizione totale – di quanto l’uomo assume normalmente ogni giorno attraverso il cibo. Le concentrazioni nell’aria da e oltre i 0.30 pgTEQ/m³ vengono considerate dall’OMS come indicative di una sorgente locale che necessita di essere individuata e controllata, non per gli effetti sanitari diretti da inalazione, ma al fine di evitare la dispersione prolungata di questi inquinanti nell’ambiente e da qui, nel tempo, all’uomo.

Nel caso degli incendi, sottolineano i tecnici dell’Agenzia, la sorgente è nota e generalmente, superata la fase acuta, nell’arco delle 24/48 ore successive i valori dei contaminanti atmosferici rientrano nei livelli normalmente registrati nelle zone monitorate, nel medesimo periodo dell’anno.