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La Fondazione Sant’Erasmo: “Non siamo un lazzaretto!”

Duro sfogo della struttura dopo il rientro di un ospite infetto dall'ospedale di Legnano

LEGNANO – “La decisione dell’Ospedale di far rientrare nella nostra RSA l’ospite affetto da coronavirus ci ha spiazzato, ma non al punto da costringerci a cedere. E anche se qualcuno vorrebbe trasformarci in un “lazzaretto” (la decisione di non sottoporre operatori e ospiti all’esame del tampone per il contagio da Covid-19 causa dubbi e problemi organizzativi insormontabili soprattutto alla luce di queste, ultime scelte sulle quali non abbiamo controllo) il nostro impegno non si fermerà certamente qui”.

Questa la risposta della RSA legnanese dopo la decisione di rimandare indietro un paziente.

Ci manca personale (soprattutto infermieri), ci mancano le scorte di alcuni dispositivi di protezione. Ci mancano, infine, risposte coerenti e adeguate da parte di ATS e Regione, ma tiriamo dritto.

Alle ore 17 di oggi gli operatori in malattia sono diventati 22. Avremo serie difficoltà a coprire i turni del fine settimana e stiamo comunque provando a fare del nostro meglio. Ce la faremo solo grazie all’impegno di chi continua a prestare la propria opera all’interno della struttura ben oltre gli obblighi previsti.

Alla stessa ora le situazioni critiche (temperature sopra i 38° gradi) erano però 6  e con questa criticità ci troviamo a fare i conti

A fronte dell’esame di realtà che siamo tenuti a fare,  nel pomeriggio di oggi abbiamo dunque incontrato il Direttore del Dipartimento interaziendale cure palliative Milano Ovest, dott. Michele Sofia. Il nostro obiettivo è migliorare il servizio di assistenza medico-infermieristica in tutte le fasi della vita. Abbiamo formulato una serie di richieste per le quali speriamo di poter ottenere risposte positive.

L’obiettivo rimane quello che abbiamo sempre avuto: garantire la miglior qualità di vita a tutti i nostri pazienti”