La mezzala ruolo da top player

Sandro Mazzola e la finale degli Europei del 1968

LEGNANO – Quello che più ci manca è il campo, il gioco, la partita, i colori delle maglie, la fatica dei calciatori, il sostegno appassionato dei tifosi. Quando il calcio tornerà sarà una festa, dovrà esserlo perchè vuol dire che sarà tornata una vita normale, con la salute per tutti prima vera cosa indispensabile.

In questa sosta forzata si può riflettere sui cambienti del calcio. La storia è sempre maestra di vita e lo è anche per il calcio come per qualsiasi sport.

A proposito ben ha fatto la Rai specialmente sul canale Rai Sport a riproporre in questi giorni le partite della Nazionale ai Mondiali del Messico e in Argentina, così come nell’Europeo del 1968 con la finale vinta contro la Jugoslavia. Le telecronache di un maestro come Nando Martellini e le immagini di tanti campioni che hanno popolato gli albun delle figurine, almanacchi oltre che pagine dei giornali.

Le immagini riproposte in questi giorni da Rai Sport offrono anche l’occasione in mancanza di calcio giocato di riflettere su come è cambiato, o meglio evoluto il gioco del calcio in questi decenni. Durante la partita finale tra Azzurri e Jugoslavi dell’Olimpico del giugno 1968, Martellini ai microfoni della Rai intervistò Antonio Ghirelli e Aldo Bardelli della Gazzetta dello Sport. Illuminanti le note tattiche di quest’ultimo sull’impiego di Sandro Mazzola: “Si vede che vuole diventare dal lavoro che sta facendo in campo come suo papà Valentino, una mezzala moderna e non più una semplice mezzapunta“.

Mazzola in quella partita si fa apprezzare anche per il lavoro che oggi si dice in non possesso. Tornare a dare una mano quando il pallone ce l’hanno gli avversari.

Oggi quando andiamo allo stadio o ci mettiamo davanti al televisore per vedere la partita della squadra del cuore, spesso sentiamo parlare di giocatori ‘tuttocampisti‘, mezzale che sanno fare un lavoro di inserimento, proporsi ma anche dare una mano in fase di ripiegamento. Sono tanti gli interpreti di questo ruolo, ognuno può divertirsi a rintracciarli nella propria squadra perchè comunque si giochi con qualsiasi modulo, la mezzala deve avere certe qualità atletiche e tecniche.

La scuola italiana da Valentino a Sandro Mazzola per arrivare ai campioni di oggi è sempre all’avanguardia.

Uno sguardo fuori dai confini? Il calciatore belga Kevin De Bruyne del Manchester City è uno dei profili ‘stellari’ ma ce ne sono tanti altri e in ogni categoria quello della mezzala è un ruolo che ogni allenatore vuole con caratteristiche da top player.