Legnano Baseball e Softball, Chicco Pisi: “La nostra generazione sta vivendo un qualcosa che finirà nei libri di storia”

Intervista al Direttore Area Softball del club legnanese

LEGNANO – Era già accaduto nel 1916, nel 1940 e nel 1944, ma questo 2020 che tanti problemi ci sta regalando, verrà ulteriormente ricordato per la sospensione ed il conseguente posticipo dei Giochi Olimpici al 2021, decisione resa ufficiale dal Cio dopo giorni di incertezze e dopo che Canada ed Australia avevano annunciato la loro rinuncia a prendervi parte.

Ne parliamo con Chicco Pisi, chiamato un anno e mezzo fa dalla nuova dirigenza del Legnano Baseball Softball per riportare ai fasti di un tempo la palle base legnanese. All’attivo del Direttore Area Softbal del club legnanese una vasta esperienza internazionale con la casacca azzurra della Nazionale Italiana di softball in veste di allenatore in otto Campionati Europei, quattro campionati Mondiali ed una Universiade.

Direttore, come valuta in linea generale la decisone presa?

Il Cio, in accordo con il Giappone, ha preso la decisione più giusta. Capisco benissimo le difficoltà del governo nipponico, che perderà diversi soldi così come le varie federazioni da questo slittamento, ma è stato giusto anteporre agli interessi economici la salute degli atleti. Oltre alla salute non dimentichiamoci che non tutti gli atleti riescono ad allenarsi, che in molti sport non vi erano nemmeno singoli atleti o squadre ancora qualificate, e per questo alcuni comitati olimpici come Canada e Australia non più di due giorni fa avevano annunciato che non si sarebbero presentati. Giusto poi ricordare che i laboratori antidoping sono chiusi per i prossimi mesi, quindi ribadisco che quella presa è stata la soluzione più ragionevole.

Entrando invece nello specifico, come valuta il posticipo per la Nazionale Italiana di softball che è stata una delle prime nazionali azzurre a qualificarsi?

Per le azzurre sarebbe stata e sarà durissima ma, considerata la crescita esponenziale di questo ultimo triennio ed eventualmente la possibilità di rinforzarsi ulteriormente, ritengo possibile il raggiungimento del podio e poi, ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.”

Cosa ci dice invece della mancata preparazione in questo periodo di obbligata quarantena?

Le azzurre del softball così come tutte le atlete e tutti gli atleti staranno certamente seguendo tabelle di lavoro personalizzate sia tecniche che atletiche da effettuarsi in ambito abitativo, certo non sarà il massimo ma è l’unica possibilità ad oggi praticabile.”

La Sacco Legnano invece? E’ stato un inverno di silenzio, poca comunicazione verso l’esterno e quindi c’è un po’ di mistero verso la formazione biancorossa in vista del prossimo campionato, cosa ci dice in proposito?

Ad oggi sappiamo che inizieremo ( se tutto ok ) a metà giugno, ma per quanto riguarda la formula ancora nulla, certamente come club ci faremo promotori assieme ad altri di proposte condivise atte a rendere il campionato il più competitivo ed interessante possibile. Per quanto riguarda la comunicazione avevamo scelto un tipo di approccio diverso dal solito, serie di innovazione che avrebbero visto la luce tra la fine di febbraio, marzo ed aprile, ma vista la drammaticità del momento il tutto è rimandato a data da destinarsi.”

Della squadra invece cosa ci può dire?

La squadra lavora dal mese di novembre agli ordini del Prof. Croci per la parte atletica e di Fernandez per quella tecnica, l’abbiamo ulteriormente ringiovanita con l’inserimento di prospetti futuribili importanti e c’è tanta voglia di scendere in campo così come per tutte le squadre del mondo dopo tanti mesi di lavoro passati indoor. Le ragazze stanno in questo momento seguendo tabelle di lavoro differenziate e video tutorial tecnici che le sostengano nel loro ripasso quotidiano dei fondamentali, inoltre attraverso una video chat interna, ci incontriamo e confrontiamo virtualmente due volte alla settimana.”

Un ultimo pensiero a la situazione che stiamo vivendo?

Un pensiero a chi abita i reparti di terapia intensiva dove si combatte contro la morte. La condizione di dipendere da mani altrui, lo strazio di non avere i propri cari accanto. Pensando all’anima, oltre che alla sopravvivenza! La nostra generazione sta vivendo un qualcosa che finirà nei libri di storia per l’eternità, ma ne avremmo fatto volentieri a meno. Speriamo finisca presto.”