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Ristoratori ed Albergatori state chiusi!

L'appello di Luigino Poli ai colleghi del settore: "Riaprire in queste condizioni non è economicamente sostenibile!".

SAN VITTORE OLONA – Pubblichiamo l’intervento di Luigino Poli, General Manager – Gruppo Poli.

Cari colleghi albergatori e ristoratori, non scrivo questa lettera per presentare alla stampa qualche stravagante soluzione per la riapertura dei ristoranti e degli alberghi. Non ho certo intenzione di far investire denaro in installazioni di barriere di plexiglas, applicazioni per gestire ingressi a numero chiuso oppure in velleitari tentativi di creare reddito con una attività di delivery che non farebbe altro che arricchire chi gestisce le applicazioni digitali.

Riaprire in queste condizioni non è economicamente sostenibile!

Perché vorrebbe dire tornare a sostenere tutte le spese di competenza a fronte di guadagni che sono tutti da dimostrare. Chi lo fa non solo corre il rischio di perdere più denaro di quello che avrebbe perso rimanendo chiuso ma va incontro a rischi molto gravi. Corre il rischio di unire il danno derivato dalle spese necessarie per la continua sanificazione dei locali e dagli altri interventi richiesti per accogliere il pubblico in sicurezza con la beffa di dover subire un domani (neppure tanto ipotetico) devastanti cause giudiziarie o peggio rimorsi di coscienza per i danni alla salute ai nostri dipendenti e clienti che per avventura dovessero contrarre il virus.

Ripartire in sicurezza non è uno slogan che vale solo per la salute delle persone vale anche per la salute delle imprese!
Noi imprenditori siamo persone serie. Lo sappiamo che quanto le istituzioni ci hanno concesso fino ad oggi è solamente fumo negli occhi: qualche rinvio dei versamenti fiscali e l’ennesima linea di credito spacciata come regalo alle imprese ma che si rivela come l’ennesimo dono al sistema bancario che ancora oggi brancola nel buio e peggio ancora non ci dà risposte!!
Affinché le nostre aziende possano davvero riaprire in sicurezza serve prima di tutto una risposta vera da parte delle Istituzioni alle richieste che abbiamo fatto tutti insieme con il nostro appello del 20 aprile scorso e da parte di tutte le associazioni. Richieste fino ad ora cadute nel vuoto.

Serve in particolare l’accesso a quei finanziamenti a fondo perduto che chiediamo a gran voce dall’inizio di questa crisi sciagurata ed una reale riduzione degli obblighi fiscali, non un semplice rinvio che sposta il problema di poche settimane. Serve soprattutto che per le riaperture vi siano dei protocolli di sicurezza chiari, oggettivamente praticabili, uguali per tutto il territorio nazionale e i cui costi non debbano gravare ulteriormente sui nostri bilanci già traballanti. Infine è necessaria una chiara forma di tutela dal rischio di rimanere vittima di azioni legali per tutti gli imprenditori che hanno rispettato i protocolli.

Cari colleghi e amici io non ci sto ad andare al massacro in ordine sparso mettendo a rischio tutto quello che ho contribuito a costruire in una vita di lavoro e sacrifici. O riapriamo tutti o non riapre nessuno fino a quando non ci saranno davvero le condizioni per fare davvero attività di impresa in sicurezza per tutti: per i clienti, i lavoratori e le nostre imprese.
Qui chiedo un ordine chiaro e preciso da parte delle principali associazioni di categoria che ci rappresentano e questo deve essere uno solo:
RISTORATORI E ALBERGATORI, STATE CHIUSI FINO A QUANDO NON AVREMO RISPOSTE CONCRETE PER OTTENERE REALMENTE GLI AIUTI RICHIESTI E NECESSARI.
RIPRENDEREMO LE NOSTRE ATTIVITA’ QUANDO CI SARA’ UN MERCATO SOSTENIBILE PER TUTTI!!
E’ l’unica arma che abbiamo. Usiamola per farci ascoltare da chi CI DEVE UNA RISPOSTA!”