Sindacato dei Gestori di impianti sportivi, le proposte per superare le difficoltà legate all’epidemia

Tante le tematiche affrontate dal Sigis

ROMA –  Negli ultimi giorni il Sigis, il Sindacato Italiano Gestori Impianti Sportivi, ha messo a fuoco varie tematiche ed eventuali strade per far fronte all’attuale situazione che sta inevitabilmente mettendo in difficoltà tutte quelle realtà che guidano strutture sportive. Secondo il Sigis, uno degli aspetti primari da approfondire con le autorità sarebbe quello di capire in che modo i collaboratori sportivi potranno avere accesso al bonus di 600 euro e l’equità della distribuzione visto che ci sono figure che percepiscono rispettivamente di più e di meno rispetto alla cifra stanziata dal governo. A tal proposito il sindacato chiederà ufficialmente lumi a Sport e Salute, la società che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia.

Il Sigis si rende inoltre disponibile a portare avanti un dialogo con gli istituti di credito per capire come sarà possibile, per i gestori d’impianti sportivi, accedere a mutui agevolati con scadenza almeno decennale e lo stesso sindacato si rende già ora disponibile per dare suggerimenti ai suoi iscritti per l’accensione di tali mutui, in modo particolare all’Istituto di Credito Sportivo.

Sarebbe inoltre necessario – si legge in una nota diffusa dal sindacato – permettere la sottoscrizione di detti mutui operando digitalmente, vista la difficoltà di spostamento anche dei legali rappresentati delle associazioni iscritte al Sigis. Il sindacato richiede inoltre, agli istituti di credito, la possibilità di accedere a prestiti agevolati ad hoc per l’acquisto di attrezzature informatiche per permettere lo smart working e tali istanze saranno poste come prioritarie agli istituti di credito e allo stesso Credito Sportivo”.

Tra le tematiche prese in esame quella del rimborso degli utenti, per il quale il Sigis porrà alle varie associazioni di consumatori il quesito di come sarà possibile soddisfare gli utenti che hanno stipulato abbonamenti, acquisto corsi ecc. e le modalità per il recupero degli stessi alla riapertura degli impianti sportivi.

Il sindacato ha poi posto l’accento sul credito d’imposta per i proprietari prova di impianti dati in concessione a società o associazioni sportive: “Tale intervento è auspicabile in quanto molte associazioni sportive e società sportive sono in concessione con impianti privati. Nell’impossibilità di ottemperare agli accordi economici si richiede che i proprietari privati possano recuperare il mancato pagamento, vedi affitti, attraverso il credito imposta.”

Un’altro tema evidenziato dal Sigis è quello dei rimborsi agli atleti: “i gestori, che oltre alla gestione stessa di impianti sportivi, operano quali primattori nella promozione delle attività sportive agonistiche, dovranno stabilire un univoco comportamento per il rimborso spese degli atleti di tutte le società e associazioni sportive che, attraverso la gestione d’impianti sportivi, sono l’asse portate dello sport italiano sia a livello di base, sia a livello di vertice“.

Inoltre nei prossimi giorni sarà effettuato un sondaggio fra tutti gli aderenti al sindacato, per la stesura di un protocollo, concordato con il Ministero della Salute, per l’auspicata apertura di impianti estivi (piscine e palestre) per la stagione estiva. Il Sigis si è inoltre attivato in questi giorni per contattare primarie aziende che operano nel settore degli impianti d’aerazione oltre a guardare con interesse agli sviluppi dei sistemi di riconoscimento facciale e misurazione automatica della temperatura corporea. Il Sindacato sta inoltre sviluppando un’intesa con azienda di prodotti chimici per approntare un protocollo per sistemi automatici di disinfezione e lavaggio spogliatoi. Inoltre Sigis ha stimolato le aziende leader nella costruzione di macchinari per il fitness e le palestre in generale a presentare idee e soluzioni per la sanificazione delle attrezzature.

Per finire il sindacato ha richiesto all’Inps di Roma di facilitare l’accreditamento al fondo di integrazione salariale (FIS) che, come viene segnalato da molto società, attraverso i loro consulenti del lavoro, trovano difficoltà all’accreditamento dei propri dipendenti definendo la procedura farraginosa e troppo complessa.