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Fondi per la nuova biblioteca, la proposta dei Verdi legnanesi

Svincolare i 5 milioni di euro già stanziati ed utilizzarli per progetti legati al welfare

LEGNANO – Ripartire dai grandi cambiamenti che l’emergenza Covid-19 ci impone per ripensare agli spazi: ciò che è stato progettato ante-Covid dovrà essere obbligatoriamente rivisto, per implementare e garantire sicurezza, distanze e ingressi contingentati. A dirlo sono i Verdi – Europa Verde Legnano, che con Alessandro Rogora, architetto e candidato Sindaco alle prossime elezioni cittadine, lanciano una proposta per un diverso utilizzo dei fondi stanzati per la biblioteca cittadina, che nelle intenzioni della precedente amministrazione comunale dovrebbe sorgere nel centrale parco Falcone-Borsellino.

Un edificio pubblico – scrive Rogoranon ha unicamente la funzione di soddisfare un comportamento o una necessità (l’ospedale che cura, la biblioteca che permette di accedere ai libri), ma deve anche esprimere la visione che una società ha del proprio presente e del proprio futuro. Per quanto ci riguarda tutti gli edifici pubblici devono esprimere un corretto ed equilibrato rapporto con l’ambiente diventando esempio per i cittadini: edifici sostenibili, edifici sani, edifici che rispettano l’ambiente e ci fanno sentire bene al loro interno.”

Da sempre la biblioteca si è posta come concreta e possente rappresentazione del Sapere; negli ultimi quattro secoli – e soprattutto dalla seconda metà dell’Ottocento in poi – le biblioteche sono diventate capisaldi urbani e spazi pubblici per antonomasia, infrastrutture sociali e culturali per eccellenza. Nel corso dei secoli l’architettura della biblioteca ha subito una lunga e costante evoluzione, con momenti di lentissimo sviluppo e improvvisi salti in avanti in occasione di mutamenti legati agli usi o alle tecniche di conservazione, riproduzione e consultazione dei documenti o a nuovi modelli di comportamento sociale e di uso degli spazi.”

La situazione in cui ci troviamo ora è proprio uno di questi momenti – sottolinea il candidato Sindaco dei Verdi legnanesi – con una rapidità di trasformazione tipica dell’epoca contemporanea in cui la velocità di circolazione dell’informazione e la dematerializzazione di molte risorse sta profondamente cambiando non solo la forma degli edifici pubblici (scuole che cambiano per i mutati modelli didattici, ospedali che si trasformano per adeguarsi ai nuovi modello di cura, ecc.), ma anche il supporto fisico e le modalità di fruizione dei servizi. In questi mesi abbiamo assistito alla rarefazione delle edicole che sono praticamente sparite dalla città, perché sono spariti i quotidiani, fagocitati dalla disponibilità dell’informazione sul web. Il mondo dell’editoria sta vivendo una profonda trasformazione che ha visto la massima parte del fatturato trasferirsi sui canali di vendita on line con lettori che sempre di più prediligono l’uso di tablet o telefonini anche per la lettura dei libri. Non è un caso che questo servizio sia ormai largamente disponibile anche da parte del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord-Ovest di cui la biblioteca di Legnano fa parte.”

In ultimo, assistiamo alla massiccia digitalizzazione di libri e documenti anche datati che vengono resi disponibili per la consultazione on line. Un secondo elemento da non sottovalutare è legato alla radicale trasformazione della biblioteca come luogo di scambio e incontro.”

Come dovrebbe configurarsi una biblioteca dove poter mantenere adeguate distanze sociali tra i fruitori, si chiede Rogora. E ancora, ha senso oggi a Legnano una biblioteca centrale, luogo di culto e conservazione del sapere?

Nel libro: “Una biblioteca sul cammello” Masha Hamilton racconta la storia di una bibliotecaria di New York che legge un annuncio di lavoro per la fondazione della prima biblioteca circolante in Kenya e decide di partire per questa esperienza. La protagonista si rende infatti conto che è tempo che i libri vadano dalle persone e che il modello istituzionalizzato a NY non ha valore in ogni parte del mondo e in ogni tempo. A questo punto sorge spontanea la domanda: “Come dovrebbe essere una biblioteca oggi per Legnano?” L’istituzione bibliotecaria non può più permettersi «il lusso» di apparire arroccata su posizioni di chiusura e di difesa, ma deve rilanciare il suo ruolo e pretendere il posto di protagonista che le compete nella città contemporanea. Ci immaginiamo una biblioteca che, pur mantenendo una centralità logistica e amministrativa (perché non nell’attuale biblioteca?) si strutturi come istituzione per la conservazione e la distribuzione capillare del sapere, con sale studio e consultazione distribuite in più parti della città, dalle quali sia possibile accedere alle informazioni e ai testi replicando in piccolo il modello “a rete” proposto dal CSBNO – Culture Socialità Biblioteche Network Operativo (ex Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest) – , magari addirittura con una sezione mobile che renda disponibili alle persone dei testi direttamente sotto casa.”

In questa visione non esiste più un intervento edilizio pesante e “monumentale”, ma una reinterpretazione e un riuso di spazi (meglio se esistenti, ovviamente). Si potrebbero riqualificare con soluzioni ecologiche ambienti di piccole dimensioni nei diversi quartieri della città con efficienti sistemi di connessione e distribuzione, anch’essi a bassissimo impatto ambientale.
Questo salvaguarderebbe il Parco Falcone e Borsellino, abbatterebbe i costi di realizzazione, ottimizzerebbe gli usi degli spazi (biblioteca di giorno, sale per attività sociali di altra natura la sera), realizzerebbe un sevizio più efficace e facilmente fruibile da tutti e permetterebbe -in caso di necessità- di rendere possibile un adeguato distanziamento sociale salvaguardando la fruizione del servizio“, conclude l’Architetto Alessandro Rogora.