Il Professor Silvestri scettico sul no alla respirazione bocca a bocca per i bagnini

Il virologo, docente ad Atlanta, commenta le indicazioni di Inail e ISS

LEGNANO – Ha destato numerosi sorrisi e qualche perplessità il documento a firma INAIL e ISS pubblicato nei giorni scorsi, in cui si legge il consiglio, rivolto a tutti i bagnini in servizio sulle spiagge italiane, a non praticare la respirazione bocca a bocca, onde prevenire un possibile contagio da Covid-19 (QUI il nostro articolo al riguardo).

Recita testualmente il documento: “In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida”.

Al riguardo si è espresso anche il Dottor Guido Silvestri, virologo e docente alla Emory University di Atlanta, tramite le pagine di Medical Facts (QUI l’intervento completo): “Spero che non sia vero – esordisce Silvestri –, perché se lo fosse vuol dire che qualcuno ha davvero perso il senso delle proporzioni. Se la notizia fosse vera, chi ha scritto questa “regola” sosterrebbe che, di fronte a un annegamento, o a un arresto cardio-respiratorio, si dovrebbe lasciar morire una persona (facendo una CPR a metà), per evitare che un altro, il soccorritore, corra il rischio – più o meno remoto – di infettarsi con un virus che ha il 2-3% di mortalità (e anche molto meno se si presume, come logico, che il soccorritore sia una persona relativamente giovane e sana). Assurdo!