Bocciato il credito d’imposta sulle sponsorizzazioni, sport italiano a rischio

Vanificato il lavoro del Comitato 4.0 che riunisce i principali sport italiani

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    ROMA – “Dispiace apprendere che l’emendamento al Decreto Rilancio finalizzato ad introdurre un credito di imposta sulle sponsorizzazioni sia stato respinto dalla Commissione Bilancio della Camera”. A dichiararlo è il Comitato 4.0, che vede tra i promotori la Lega Pro di calcio, la Lega Basket Serie A, la Lega Nazionale Pallacanestro, le Leghe volley maschile e femminile, la Lega Basket femminile e la Fidal Runcard, che ha visto vanificarsi il proprio lavoro delle ultime settimane per cercare di sensibilizzare sull’argomento sia il mondo politico – sia maggioranza che di opposizione – che il Governo.

    Una proposta, quella delle principali leghe sportive nazionali, che aveva lo scopo di trovare una misura in grado di fornire un supporto alla principale fonte di ricavo dei club che, a differenza della Serie A del calcio, non beneficiano di diritti tv o di altre forme di finanzianento, incentivando le aziende e gli appassionati  che, a causa delle ripercussioni della crisi, saranno ancora più in difficoltà nel sostenere le società sportive attraverso sponsorizzazioni.

    Con la mancata approvazione di questo incentivo – dicono i rappresentanti del Comitato – si getta nell’incertezza il futuro dello sport italiano professionistico e dilettantistico di alto livello, bloccando di fatto quell’“ascensore” sportivo che rappresenta allo stesso tempo un presidio sociale unico in tantissime aree del paese in cui si coltivano i talenti delle ragazze e dei ragazzi chiamati a rappresentare l’Italia nell’ambito delle specialità Olimpiche e non solo.”

    È una battaglia di civiltà. Rivolgiamo questo accorato appello affinché tutta l’intellighenzia sportiva italiana remi nella stessa direzione, cosa che ad oggi è stata clamorosamente ed inopinatamente disattesa. La gestione dello sport italiano deve passare attraverso interventi strutturali e non finalizzati alla propaganda o al facile consenso. Lasciare indietro lo sport di squadra vuol dire ridurre le risorse e, indirettamente, meno attività sociali, meno posti di lavoro e meno gettito fiscale. Chiediamo dunque che la misura venga adottata nei prossimi provvedimenti, e comunque un confronto strutturato con il Ministro dello Sport Spadafora e il Ministro dell’Economia Gualtieri”, concludono i componenti del Comitato.

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