Luigino Poli: “Noi albergatori stiamo vivendo in una condizione sospesa”

Le strutture sono riaperte, ma mancano i clienti

ALTOMILANESE – “Noi albergatori stiamo vivendo in una condizione sospesa. In parte l’intervento pubblico ci sta aiutando a non lasciare a casa i nostri collaboratori con la cassa integrazione in deroga. Ma è importante comprendere fin da ora cosa è necessario fare per evitare che dopo l’estate il quadro generale si aggravi ulteriormente.”

A dirlo è Luigino Poli, noto imprenditore alberghiero dell’Altomilanese, vicepresidente della rete di albergatori del territorio “La Milano che Conviene“. Riaprire le strutture è possibile, ma in questo momento c’è un gravissimo problema: la mancanza di clienti: “Oggi in teoria noi possiamo aprire le nostre strutture e molti di noi lo hanno fatto per un senso di responsabilità, per far lavorare almeno in parte il personale, per mantenere aperto un servizio di utilità pubblica. Noi del Gruppo Poli per esempio abbiamo preso questa decisione di riaprire e mantenere al lavoro il 50% dei nostri collaboratori proprio per non gravare più del necessario sul bilancio pubblico, per mantenere aperto il servizio al pubblico, per non disperdere un patrimonio di conoscenze professionali che abbiamo impiegato anni a costruire. Ma senza turismo non c’è un mercato che possa rendere sostenibile la nostra offerta e quindi non biasimo di certo i molti colleghi che hanno scelto di tenere chiuse le loro strutture, anche perché a questa situazione di sofferenza bisogna aggiungere – per chi ha aperto- anche i costi, i timori e l’apprensione derivati dalla esigenza di sanificare le strutture e di adeguarsi alle nuove normative anti Covid19. Come albergatori e ristoratori abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare per far si che nelle nostre strutture ci sia una sicurezza vera per i nostri ospiti.

Una situazione che oggi è economicamente insostenibile, con il turismo di fatto ancora inesistente, le aziende in gran parte ancora in “smart working” e con Fiere ed Eventi rimandati: “Il mercato ancora non c’è e allora diventa necessario che le istituzioni abbiamo la capacità di intervenire per disinnescare la nuova crisi, quella che ci travolgerà a settembre. Per evitare il peggio bastano poche scelte chiare che devono essere assunte ora, non quando sarà troppo tardi!

Per gli albergatori è necessario avere la certezza che la cassa integrazione verrà ulteriormente prorogata, “almeno fino al 31 dicembre”, dice Poli, che aggiunge: “Ma accanto alla proroga è necessario che l’INPS definisca da subito le linee guida per l’ottenimento del contributo altrimenti si rischia di trasformare la domanda della seconda tranche della cassa integrazione in una specie di odissea burocratica, con un provvedimento di legge che concede il diritto alla cassa in deroga senza che vi sia la possibilità materiale per i soggetti beneficiari di compilare materialmente la domanda e mandare avanti le pratiche.”

Queste, in sintesi,  le cose più urgenti da fare da parte del Governo secondo l’opinione di Luigino Poli, che sottolinea come servano “pochi, semplici e chiari “compiti per le vacanze” per evitare di trovarsi di fronte a settembre ad una situazione sociale che rischia di essere fuori controllo.”