Una domenica al Parco del Roccolo contro la Mega Discarica

Ospiti graditi anche i Sindaci di Busto Garolfo e Casorezzo

CASOREZZO –  Ieri mattina promossa dal Circolo Legambiente insieme al Comitato antidiscarica di Busto Garolfo e Casorezzo e al Parco del Roccolo più di cinquanta persone, rispettando le prevenzioni anti-Covid, a piedi ed in bicicletta hanno conosciuto tre realtà che ben sintetizzano le potenzialità del Parco del Roccolo, di cui moltissime persone apprezzano, soprattutto dopo l’isolamento forzato per il lockdown.

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Ospiti graditi anche i Sindaci di Busto Garolfo e Casorezzo, il Sindaco Oldani ci ha aggiornati sulla situazione discarica, ribadendo il suo impegno contrario. Un parco nato nel lontano 1994, un polmone verde essenziale per la biodiversità, l’ 80% adibito all’agricoltura, una
realtà ambientale fondamentale per un territorio così densamente abitato e inquinato.

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Tre incontri per scoprirne il valore agricolo, storico e naturalistico: l’incontro con  Giovanni Ticozzi, un agricoltore di ottantaquattro anni la cui azienda di famiglia dagli anni Venti,  produce riso Carnaroli con l’acqua del Canale Villoresi, la cui alzaia è sempre più frequentata, soprattutto dopo l’isolamento forzato per il Covid.

Una realtà agricola vicinissima a quella che dovrebbe essere l’area della megadiscarica. Guidati da Silvia Calati, alla visita della Chiesa campestre di San Salvatore a Casorezzo, nei pressi della via che -a ovest di Milano- collegava Pavia ai paesi d’Oltralpe, per quasi tutti
i presenti è stata una scoperta, custodisce infatti preziosi resti di un ciclo di pitture murali dell’ XI secolo, rara testimonianza figurativa
della grande stagione romanica milanese.

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E infine un progetto di monitoraggio del Cervo volante, Lacunus cervus, descritto dalle G.E.V. del Parco, quelli che chiamavamo da piccoli “ Cornabobò “  insetti definiti da una Direttiva europea di “interesse comunitario”, cioè meritevoli di conservazione a garanzia della biodiversità, il più grande coleottero in Europa in forte diminuzione in questi anni, progetto che testimonia la volontà del Parco di studiare per salvaguardare il patrimonio faunistico,elementi fondamentali dell’equilibrio naturale  e della biodiversità.

Conoscere il Parco vuol dire capire quanto per il paesaggio, per la nostra salute, per ciò che produce, per la sua fruizione ricreativa, sportiva, culturale sia importante tutelarlo. Anche questa bella iniziativa ha confermato quanto sia necessario rafforzare il futuro di questo patrimonio ricco di natura, agricoltura,  rete ecologica di collegamento con altri parchi e passaggio faunistico.

L’evoluzione che riteniamo più opportuna per la sua tutela e prospettiva di sviluppo, è di entrare a far parte di un parco regionale come
sostenuta da diverse Associazioni nel mese scorso, e rafforzata la proposta con numerose firme di cittadini attraverso una petizione.
Apprezziamo gli intenti della nuova Direzione del Parco di realizzare la cartellonistica del Parco, crediamo sia il momento opportuno per
indicare i percorsi naturalistici, le aziende agricole, i luoghi di interesse storico, il collegamento tra i comuni circostanti, favorendo
la conoscenza e fruibilità.