Alfa Romeo Racing: nessun progresso a Silverstone

Giovinazzi ci prova ma non è supportato da un’auto all’altezza, Kimi sfortunato

LEGNANO – Non fa passi avanti l’Alfa Romeo Racing che ha terminato il Gran Premio di Inghilterra al quattordicesimo posto, con Antonio Giovinazzi, sia per bravura del pilota sia per ritiri e incidenti nelle posizioni più avanti, ma non per una progressione della vettura.

La C39 rimane una vettura lenta e, non ultima causa, soffre anche il motore Ferrari che latita su tutte le auto da esso spinte. La power unit di Maranello non garantisce affidabilità nemmeno alla vettura ufficiale né, tantomeno, alla Haas, la scuderia americana.

O meglio, l’affidabilità c’è, nel senso che, salvo incidenti, tutte arrivano sempre al traguardo, non si è ancora verificato un problema al motore in senso stretto, soltanto a Giovinazzi in Austria, ma mancano ancora cavalli.

Con un’auto più competitiva siamo sicuri che Antonio se la caverebbe molto meglio, dato che, anche oggi, a tratti ha dato del filo da torcere a piloti con vetture più sicure e, per qualche giro, ha anche impensierito lo stesso Sebastian Vettel.

Più sfortunato Kimi Raikkonen che, a pochi giri dal termine, ha subito il cedimento dell’ala anteriore, andando a compromettere una gara comunque già di per sé difficile.

Nelle zone alte della classifica finale caldissimo e incerto fino all’ultima curva, con ben tre forature, tutte all’anteriore sinistra, negli ultimi due giri: il primo a cedere è stato Bottas, su Mercedes, costretto al pit stop e arrivato undicesimo. Poi Sainz, futuro pilota Ferrari, e ultimo Hamilton, che però è riuscito ugualmente a tagliare il traguardo, seppur su tre ruote, poiché Verstappen, secondo alla bandiera a scacchi, si era da poco fermato a montare le morbide per portare a casa il punto addizionale del giro più veloce.

Incredibilmente sul terzo gradino del podio Charles Leclerc, fino a pochi chilometri dal termine autore di una gara attenta ma di fatto anonima, che gli avrebbe fruttato un tranquillo quinto posto, anche se gli va dato il merito di aver gestito al meglio un mezzo molto difficile da guidare.