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Tutti pazzi per Giovinazzi, il mago delle partenze

Il pilota n.99 dell’Alfa Romeo Racing sa sempre come sfruttare al meglio i primi giri

LEGNANO – Si è sempre migliorato in gara rispetto alla posizione guadagnata nelle qualifiche, nonostante un’auto poco performante e che mostra alcune problematiche di fondo che minano le prestazioni, non solo di Antonio Giovinazzi, ma anche dell’ex campione del mondo Kimi Raikkonen.

Eppure Antonio riesce a ottenere il massimo dai primi giri, grazie ad un grande spunto in partenza, qualità che gli permette di bruciare al semaforo verde numerosi avversari: capita sistematicamente, gara dopo gara.

Analizzando nello specifico i cinque gran premi fin qui disputati, Giovinazzi ha guadagnato, nel corso dei primi giri (spesso gliene è bastato solo uno), quattro posizioni in quattro occasioni, due posizioni in una gara.

All’esordio in Austria la miglior prestazione dell’anno: partito in P18, Antonio ha surclassato i rivali, tagliando sul rettilineo di partenza la prima volta in P14, per poi concludere alla bandiera a scacchi in P9, con il nono giro più veloce, conquistando fin qui gli unici due punti dell’Alfa in questa stagione.

Sette giorni dopo altra impresa, al Gran Premio di Stiria: start in P19, primo giro chiuso in P15 e taglio del traguardo al quattordicesimo posto.

Altre quattro posizioni recuperate in Ungheria, seppur con un po’ di ritardo in più: gli ci sono voluti tre giri per scalare dalla P19 alla P15 (P15 in classifica finale).

Al Gran Premio d’Inghilterra “soltanto” due sorpassi nel corso della prima tornata, dal quindicesimo al tredicesimo posto, ma dodicesima casella guadagnata nel finale.

Per quanto riguarda l’ultima corsa, quella in occasione dei 70 anni della Formula Uno, una partenza razzo ha permesso ad Antonio di scivolare dalla P19 alla P15, salvo poi incappare in alcune difficoltà nel corso della gara e scivolare di nuovo indietro in P17.

Ecco le grandissime doti del veloce Antonio Giovinazzi, pilota nostrano che corre con il Biscione sulla tuta e con il Tricolore sul casco, un driver che potrebbe togliersi ben altre soddisfazioni se avesse l’occasione di cimentarsi in pista con una vettura più prestazionale, come ha già dimostrato lo scorso anno.