LA PSICOLOGA: clima elezioni a Legnano pieno di tensione!

Tutti credono e vivono nella speranza che il cambiamento un giorno avverrà, ma lo aspettano scendere dall’alto, come un Messia.

LEGNANO – Sono oramai alle porte le elezioni comunali della città di Legnano per la scelta del candidato sindaco che si occuperà di guidare la città nei prossimi anni. Il clima che ci si lascia alle spalle è pieno di tensioni e conflitti, a causa di una campagna elettorale particolarmente accesa.

Un confronto tra i candidati lungo e snervante, iniziato tempo prima e proseguito poi con i dibattiti e le presentazioni in pubblico.

Sette candidati pronti a tutto, per una città che in fondo non chiede niente di diverso dalle altre e, al contempo, niente di così speciale: chiede solo di poter vivere, lavorare, mandare a scuola i figli, portare avanti le proprie attività commerciali, tenere pulito l’ambiente, garantire la sicurezza per le strade.

Certo: durante i dibattiti e gli interventi, ciascun candidato si è prodigato in una marea di buoni propositi, frutto di studi accurati, comizi tra le persone, strette di mano, incoraggiamenti e promesse elettorali che, con ogni probabilità saranno dimenticate già all’indomani del voto, ancora prima di vedere confermati i risultati.

Un teatrino, una farsa, a cui hanno partecipato con consapevolezza tutti: dai candidati, ai sostenitori politici, agli elettori. Persino i soli uditori con il loro silenzio.
Tutti credono e vivono nella speranza che il cambiamento un giorno avverrà, ma lo aspettano scendere dall’alto, come un Messia.

Nessuno può immaginare che la politica è solo lo specchio di un collettivo e se il collettivo è malato, la politica stessa è malata.
Scrive Jung in un “Comunicato stampa in occasione di una visita negli Stati Uniti – 4 ottobre 1936 – tratto dal libro Jung Parla”:

“Ogni situazione politica è espressione di un parallelo problema psichico presente in milioni di individui.[…] Come psicologo sono profondamente interessato ai disturbi mentali, in particolare quando contagiano intere nazioni. Sono convinto che per il novantanove per cento la politica sia solo un sintomo e che tutto faccia tranne che curare i mali sociali.”

Parole dure, tuttavia incredibilmente attuali. La politica dunque non sarebbe la causa del disagio che affligge la nostra società, ma la conseguenza.
Una visione acuta e incredibilmente critica al tempo stesso, che mette in evidenza come il movimento psichico collettivo proceda dall’interno verso l’esterno.

Una sentenza dura, che non condanna tanto l’uomo politico, quanto i milioni di cittadini che puntano ogni giorno il dito, pronti a cercare sempre un colpevole e ad accusare l’Altro per le rovine che sono sotto gli occhi di tutti e che invece dovrebbero vedere in sé stessi la sola causa di tutta la corruzione e la degenerazione dei costumi della nostra società.

Il vero cambiamento parte da noi stessi e dalle scelte che ogni giorno compiamo nei confronti delle piccole cose. Creare la luce e l’armonia dentro, per portarla fuori tra le persone, nelle nostre case e nelle nostre città.
Un compito arduo, dal momento che un collettivo corrotto e a pezzi è una condizione grave per la nostra società, una diagnosi severa e che lascia poche speranze.
Ma forse, proprio in questa consapevolezza dura e precisa, può stare la chiave di volta: la soluzione che ci porterà verso un rinnovamento. Dopotutto, è solo quando finalmente ci rendiamo conto di essere malati – e non tanto quando abbiamo compreso i meccanismi della malattia – che possiamo finalmente avviarci verso la guarigione.

Auguro a tutti i cittadini chiamati al voto di poter esprimere la volontà di questo cambiamento, sapendo che a niente vale votare per riporre nel Salvatore una vuota speranza, quanto rendersi conto che il vero cambiamento inizia da noi stessi.

Dott.ssa Maria Rita Scarcella
Psicologa Analista Junghiana
Responsabile del Centro L’Equilibrio a Busto Arsizio