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Munafò, il Protocollo non può funzionare, così il campionato è falsato

Il Presidente dell'A.C. Legnano dopo la decisione dell'ATS di bloccare la gara di domenica: ''Siamo arrivati alla follia, questo è il capolinea del calcio dilettantistico''

LEGNANO – “Stiamo vivendo un periodo molto complicato. Il protocollo, con il rinvio della partita con la Lavagnese, ha dimostrato una volta di più di non funzionare“. A dirlo è il Presidente dell’A.C. Legnano Giovanni Munafò, dopo la decisione dell’Agenzia per la Tutela della Salute che ha deciso di rinviare al 14 ottobre l’eventuale (ma non certa…) ripresa delle attività della squadra, messa in quarantena la scorsa settimana dopo che un giocatore era risultato positivo ad un controllo anti-Covid (leggi QUI >>)

Un Protocollo che rende praticamente impossibile la vita alle squadre e che secondo Munafò deve essere rivisto, pena l’impossibilità di terminare la stagione: “Lo applichiamo come società seguendo tutte le norme, ma poi l’ATS può sospendere le partite e tenere un gruppo di giocatori isolato per 14 giorni. Come fa una società che non si allena da due settimane a rientrare improvvisamente in campo contro una che ha giocato e si è allenata regolarmente?“.

Non usa mezzi termini il Presidente del Legnano, secondo il quale “il campionato è falsato perché ci sono squadre che hanno giocato sempre e altre che sono entrate in campo una volta sola, come noi. Credo che torneremo in campo con la Castellanzese il 25 ottobre, in una situazione totalmente squilibrata dal punto di vista della preparazione. Siamo fermi da una settimana, staremo fermi anche la prossima, poi dovremo fare i tamponi dopo la fine della quarantena, cioè dopo il 14. E’ lampante che il protocollo non regge: mi auspico che venga rivisto con urgenza. Da qui a fine andata dovremo giocare 18 partite in 8 settimane, con il rischio micidiale di continui rinvii. Ditemi come è possibile riuscirci”.

Appare sempre più evidente che in queste condizioni diventa davvero difficile proseguire e proprio per capire come procedere e che decisioni prendere il massimo dirigente lilla ha deciso di convocare un Consiglio staordinario della sua società per il prossimo 13 ottobre: “In quell’occasione vedremo il da farsi”, spiega sconsolato Munafò.

E se da una parte il Protocollo e le decisioni delle Autorità Sanitarie rendono impossibile giocare, dall’altro la Lega Nazionale Dilettanti ci mette del suo. Il tanto atteso e promesso contributo economico per le squadre ancora tarda ad arrivare, come sottolinea il Presidente lilla: “Ci hanno fatto capire che ci avrebbero dato un aiuto per il campionato scorso, concluso anticipatamente. E adesso non c’è alcuna notizia o avvisaglia di nuovi contributi. Eppure stiamo facendo tutto scrupolosamente come le società professionistiche. E’ un momento di grande confusione. Finché non ci sarà un nuovo protocollo chiaro e praticabile, con cui società, Lega e ATS possano collaborare con ruoli ben chiari, non se ne esce. Una domanda la faccio io: le partite di chi ha giocato con un positivo in squadra sono valide? Un’ATS decide una cosa e un’altra fa diversamente: è assurdo. Siamo arrivati alla follia, questo è il capolinea del calcio dilettantistico. O si rivede subito il protocollo o si sospende il campionato, perché non si gioca ad armi pari”.