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Ordinanze e decreti: la Fipav Lombardia chiede chiarimenti

Il DPCM mette in discussione l'ordinanza regionale

LEGNANO – Scenari diversi previsti dall’Ordinanza n.620 della Regione Lombardia e dall’ultimo DPCM hanno indotto la FIPAV Lombardia a chiedere dei chiarimenti in merito all’attività sportiva dei suoi associati, perché rischiano di nascere situazioni spiacevoli che minerebbero il duro lavoro svolto dalle società pallavolistiche che, con grandi sforzi, hanno fatto di tutto per adeguarsi ai protocolli.

Dubbi espressi in una lettera a firma Piero Cezza, Presidente FIPAV Lombardia, indirizzata a Martina Cambiaghi, Assessore allo Sport e Giovani della regione.

Dal 17 ottobre u.s. – si legge nella lettera –, infatti, l’attività dei nostri tesserati sul territorio si è completamente fermata, causando malcontento e grande sconforto tra i ragazzi e le loro famiglie, tra i dirigenti e in tutte quelle persone che, spinte da una grande passione, hanno lavorato duramente per mettersi in regola con il protocollo emanato dalla Federazione e posso assicurarle che le nostre Società hanno reso possibile lo svolgimento dell’attività sportiva nella massima sicurezza“.

Abbiamo l’assoluta necessità di avere dei chiarimenti che possano indicarci la strada da percorrere da oggi in poi“, prosegue la missiva.

In conclusione, una richiesta spassionata, perché migliaia di giovani rischiano di restare a piedi, senza lo sport che amano, privati anche degli allenamenti:
Dopo il D.P.C.M. di ieri, che permette la ripresa delle attività federali, ci chiediamo se è intenzione della Giunta adeguarsi a tali disposizioni. Questa scelta permetterebbe, di fatto, anche alle Società lombarde di continuare l’attività allo stesso livello di tutte le altre Regioni. In caso contrario siamo a richiedere una modifica all’Ordinanza, che permetta quantomeno la ripresa degli allenamenti che, come già precisato, saranno svolti secondo il rigido protocollo federale“.

Lettera presidente Cezza del 19 ottobre 2020