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Aprire la montagna in sicurezza per evitare la catastrofe economica!

Lo sci riapre in tutte Europa ma il governo Conte lo vuole fermare!

MILANO – Sul tavolo ci sono qualcosa dai 9 ai 12 miliardi di euro, tanto vale la stagione invernale che CTS e Governo vogliono fermare e che invece inizierà in tutte le altre nazioni europee come Austria, Francia e Svizzera.

Così gli assessori regionali hanno rilasciato un comunicato congiunto a firma di Martina Cambiaghi (assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia), Daniel Alfreider (vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (vicepresidente  della Regione Val d’Aosta), Sergio Bini (assessore al Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (assessore al Turismo della Regione Veneto), Roberto Failoni (assessore al Turismo della Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (assessore allo Sport della Regione Piemonte) girato direttamente al Governo e al CTS.

Pur con la piena consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze dettate da questo difficile momento, tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente per un avvio in sicurezza della stagione invernale con il coordinamento degli Assessori agli impianti a fune di Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia”.

Durante l’ultima Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome è stato stilato un documento che individua tutte le misure di prevenzione del contagio da predisporre per l’utilizzo in sicurezza degli impianti di risalita all’interno dei comprensori sciistici nella stagione invernale.

Le regioni alpine chiedono al governo di poter aprire in sicurezza per evitare un tracollo che sarebbe devastante per scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto, hotel e tanto altro mentre in tutta Europa invece si apre.

Sul tavolo anche l’ipotesi di poter praticare lo sci senza aprire rifugi, bar e ristoranti. In Italia sono 15.000 i maestri di sci alpino, fondo e snowboard e 380 le scuole di sci che operano sull’intero territorio e molte famiglie vivono solo ed esclusivamente con il reddito percepito nei cinque-sei mesi invernali di attività.

Sul tavolo anche misure di sicurezza come biglietti on line, ingressi contingentati, salita impianti al 50%, distanziamento e mascherina obbligatoria.