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Covid LOMBARDIA: timidi segnali di rallentamento!

Pochissimi tamponi. Varese scende di 1600 casi rispetto a ieri e monta la polemica sui dati di ATS

MILANO – Non è una domenica da ricordare per la Lombardia, anzi. Chi si aspettava una settimana di sensibili cali è infatti rimasto deluso e se la curva ha mostrato timidi segnali di rallentamento, non ha mai fatto vedere una brusca inversione come invece ci si attendeva da più parti.

Inutile pensare ad una netta inversione di rotta quindi. Si va verso una normalizzazione dei dati ospedalieri, che però peggiorano rispetto a ieri, ma anche verso una curva che da questo punto di vista potrà scendere soltanto fra qualche mese in maniera significativa, quindi verso fine gennaio o addirittura a febbraio.

I dati di oggi vedono una marcata diminuzione di tamponi: 29800 (ieri +42294).

Capite bene che eravamo partiti dai 56mila di un paio di settimane fa e oggi siamo praticamente alla metà. Saltata la tracciabilità (dato che invece sarebbe stato fondamentale) si naviga quindi a vista e senza l’ingresso massiccio di tamponi rapidi è quanto meno complicato “liberare” che è in quarantena.

Nonostante questo ci sono 3208 guariti (ieri +5640), ma anche 1631 persone in quarantena (ieri +3028) e 1721  (ieri +3044) positivi attivi. Dati questi importanti che non fanno salire la curva.

I decessi restano i medesimi: 165 (ieri 169) ma questo sarà l’ultimo dato a scendere.

Migliora il rapporto positivi/tamponi totali: +17,09% (ieri +19,99%)

Ecco le province: MI +2208 (ieri +3232), MB +843 (ieri +758), VA +326 (ieri +1970)

Sul dato di Varese si apre una diatriba con ATS perchè è evidente che i dati forniti sono frutto di continui refusi, rimbalzi e recuperi altrimenti non si spiega quanto avvenuto durante la settimana.

Si passa di un focolaio stile Bergamo a marzo ad una situazione di assoluta normalità. Inutile dire che in questo modo non c’è mai alcuna chiarezza e si tende a creare un allarmismo assolutamente controproducente alla stessa tenuta del sistema.