La psicologa: “Un dovere dei politici proteggere le categorie a rischio!”

Virus letale per gli ultra 80enni con almeno 3,5 patologie

BUSTO ARSIZIO –  Il rapporto annuale dell’Ispi evidenzia delle notizie sicuramente rassicuranti a proposito della malattia che sta tenendo tutti incollati a telegiornali e social per via dell’irruenza con cui si è presentata a tutti noi, la Sars-CoV-2.

A distanza di circa 8 mesi dal primo lock down che aveva immobilizzato l’intero Paese, oggi abbiamo certamente qualche informazione in più su quali siano la natura e i meccanismi di diffusione e di azione di questo virus: possiamo così agire tempestivamente e in modo specifico al fine di arginare il contagio e impedirne la diffusione.

Ad esempio, da questo rapporto si evince che il virus ha colpito duramente soprattutto gli anziani: l’età media dei pazienti deceduti e positivi è di 80 anni, la maggior parte dei quali erano affetti da ben tre patologie pregresse. Solo una piccolissima parte dei 37468 pazienti (420 sul totale), sono deceduti positivi al tampone avendo un’età inferiore ai 50 anni (1,1%)

Al 28 ottobre 2020 sono 420, dei 37.468 (1,1%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 93 di questi avevano meno di 40 anni (62 uomini e 31 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 15 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 64 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 14 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

Questo rapporto è molto importante perché ci consente di fare chiarezza su quelle che sembrano essere le fasce della popolazione più a rischio: il Covid-19 può causare complicanze che possono rivelarsi fatali perlopiù in soggetti molto anziani e in condizioni cliniche non ottimali, essendo presenti una o più patologie pregresse.

Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,5 (mediana 3, Deviazione Standard 2,0). Complessivamente, 170 pazienti (3,5% del campione) presentavano 0 patologie, 647 (13,2%) presentavano 1 patologia, 945 (19,3%) presentavano 2 patologie e 3126 (64,0%) presentavano 3 o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 21% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 14% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina). Nelle donne (n=1872) il numero medio di patologie osservate è di 3,6 (mediana 3, Deviazione Standard 2,0); negli uomini (n=3016) il numero medio di patologie osservate è di 3,4 (mediana 3, Deviazione Standard 2,0).

Le persone giovani e in salute possono certamente ammalarsi, ma le conseguenze sembrerebbero essere decisamente meno severe.
Appaiono, quindi, importanti due cose:

1) da una parte proteggere le categorie più a rischio, come appunto gli anziani, pensando ad una serie di iniziative a loro specificamente rivolte;

2) promuovere e incentivare nel cittadino una sana prevenzione e una buono stato di salute psico-fisico: alimentazione sana, riposo, sport e relax sono certamente tra i fattori che possono favorire la salute a 360 gradi, intesa come un meraviglioso connubio tra variabili fisiche e variabili psicologiche.

Infine, è certamente importante imparare a osservare e monitorare la comparsa di eventuali sintomi, come mal di testa, raffreddore, nausea, febbre, i quali potrebbero essere facilmente confusi con leggeri stati di malessere o stati influenzali, rivolgendosi al proprio medico per un confronto diagnostico.

scarcella

Dott.ssa MARIA RITA SCARCELLA – Psicologa Analista Junghiana
Fondatrice e Responsabile del Centro L’Equilibrio