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Lombardia zona gialla? Non prima di un mese, ecco il perchè….

I 21 parametri non funzionano. Gli esperti valutano altri dati, ma devono essere "Freschi"

MILANO – L’ultimo dpcm aveva varato un piano di monitoraggio della curva «molto articolato» su 21 parametri. Un piano che dopo pochi giorni si è quanto meno inceppato a causa dei dati non certo “freschi” da parte delle Regioni.

Lo si è visto con la provincia di Varese, passata da 140 ad oltre 3000 casi in un giorno per poi assestarsi il giorno successivo. Dati questi che rendono difficile se non impossibile un lavoro costante di monitoraggio quanto meno settimanale, cosa questa che chiedono da tempo gli esperti.

La cabina di regia insomma chiede “un approfondimento del sistema di monitoraggio per rispondere meglio alle nuove esigenze imposte dal Dpcm del 3 novembre, in particolare valutando l’inclusione di dati più tempestivi sulle occupazioni dei posti letto in Terapia intensiva ed area medica e la possibile inclusione di allerte di resilienza ospedaliera quando la probabilità di superare le soglie critiche di occupazione dei posti letto superi il 50% nelle proiezioni realizzate a 30 giorni”.

Bisogna da oggi leggere i numeri dei posti letto in Terapia intensiva, i ricoveri ordinari aggiornati al giorno prima e l’Rt dei ricoveri con la proiezione ai 30 giorni successivi.

Ecco perchè, sempre se i numeri andranno nel verso giusto, la Lombardia non potrà uscirne se non fra un mese, sempre considerando questi parametri.