Sci: se non si riaprirà la montagna, sarà una castastrofe!

Sparare o no la neve artificiale? Una domanda da 100 milioni di euro

MILANO – In un periodo come questo parlare di sci e di sport invernali sembra fantascienza. Ma è altrettanto vero che la stagione delle neve è alle porte e ci sono interi paesi e vallate che vivono di sport invernali e di turismo.

In questo momento chi cura gli impianti deve fare un minimo di programmazione sul fare o no neve artificiale. Una scelta che, soldi alla mano, costa qualcosa come 100 milioni di euro.

Da qui la domanda che tutti gli impiantisti fanno al governo: faremo il Natale a casa?

Da questo dipenderà l’avvio o meno della stagione, con tutto quello che ciò comporta: albergatori, ristoranti, noleggi, maestri di sci nel dramma o no!

Fra le altre cose nulla si sa sul protocollo che riguarda l’apertura delle piste, che da settimane è in fase di discussione e che rimbalza tra la Conferenza delle Regioni e il Comitato Tecnico Scientifico.

Ad oggi si stima una perdita della stagione invernale tra il 50 e il 70%.

Flavio RodaPresidente della Fisi: “Abbiamo bisogno di ripartire non solo con lo sport agonistico, ma anche con il turismo, con tutte le stazioni, con gli amatori. Sarebbe un grande problema se ci fosse un’interruzione durante tutte la stagione invernale. Il mio auspicio è di fermare tutto in questo momento con la speranza di poter ripartire prima di Natale”.