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Gallera: la seconda ondata non ha fatto tremare la Lombardia

Di fatto adesso si muore anche al sud e al centro Italia..

MILANO –  “La seconda ondata della pandemia si è abbattuta sull’Europa, sull’Italia intera e sulla Lombardia con ancora maggiore violenza che nella prima. La Lombardia ha saputo affrontarla e fronteggiarla con grande forza; il lavoro di potenziamento del sistema territoriale (siamo arrivati a fare 1 milione e 100 Mila tamponi nel mese di novembre, abbiamo intensificato il rapporto con i medici di medicina generale, più che triplicato le USCA, rafforzato il rapporto e la presenza nelle RSA), l’esperienza clinica e gestionale maturata negli ospedali ci hanno consentito di curare in modo efficace e risolutivo la maggior parte dei lombardi colpiti in queste ultime settimane dal coronavirus”.

Così l’assessore Giulio Gallera spiega che la Lombardia è riuscita ad affrontare al meglio la seconda ondata e snocciola poi i numeri della pandemia.

Su tutti la percentuale dei decessi in Lombardia sul numero totale in Italia che a febbraio era del 79%. Questo numero a marzo era del 58%, ad aprile del 42%, a maggio del 43%, a giugno del 39%, a luglio del 43%. Poi il calo da agosto con il 17% del totale.

Settembre il 22%, ottobre il 21% e novembre il 25%.

In sostanza le morti non si verificano più solo nel nord Italia, come era accaduto la scorsa primavera, ma anche nel centro e nel sud.

La scorsa primavera nel nord i morti sono stati del 72% in più di quelli attesi, mentre nel resto del Paese la percentuale è stata del 10%. Adesso la situazione è ben diversa: nei primi 15 giorni di novembre, infatti, la percentuale è stata del 75% nel nord, e 46% nel resto d’Italia.