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L’80% dei decessi Covid non muoiono per Covid.

Ecco spiegata l'oscillazione di ATS sui decessi fra recuperi e numeri.

MILANO – Meno tamponi, meno positivi ma anche meno morti?

La spiegazione c’è ed è molto più razionale di quello che si pensi. In Lombardia si è passati dai quasi 350 morti della giornata in cui Conte ha illustrato il nuovo Dpcm ai poco più di 50 di ieri.

Come è possibile una oscillazione simile a distanza di pochi giorni. Com’è possibile che in meno di una settimana il numero dei decessi Covid in Lombardia sia ieri di un quinto rispetto a pochi giorni fa?

L’arcano sta nella causa di morte che, in realtà, non è il coronavirus.

Lo hanno detto più volte in questi mesi, ma non l’hanno mai sottolineato a dovere.  Nel bollettino quotidiano vengono inseriti tutti i positivi al tampone e i dati devono poi essere validati dall’Istituto Superiore di Sanità. In sostanza: se una persona viene trovata positiva al tampone  e perde la vita per cause che col covid nulla c’entrano, il decesso rientra comunque all’interno del bollettino covid!

Se ad esempio un malato muore di cancro, di infarto o di una malattia pregressa, viene inserito come morte covid nei numeri di tutti i giorni.

L’80% dei decessi che oggi finiscono nel bollettino covid non sono morti a causa del coronavirus. Ne risulta quindi che il 20% di questo numero abbia a che fare con i decessi covid, quindi malati uccisi dal virus.

Questo spiega per sommi capi perchè in Italia ci sia il record di decessi a livello mondiale.

Da noi tutti coloro che muoiono e risultano positivi al tampone vengono classificati come decessi per Covid mentre negli altri Paesi non funziona così. 

Rimane anche il gravissimo fatto che, guarda caso nella giornata del nuovo decreto Conte, nella regione più popolosa d’Italia, la Lombardia appunto, ci sia stato il record di morti della seconda ondata: 347 persone. In questo caso si è trattato di un mega “recuperone” di vari giorni spalmati tutti su un giorno.

128 di questi si riferivano ad una settimana prima, 219 agli ultimi sette giorni. Addirittura 14 erano di fine ottobre ed altri di più di 10 giorni prima.

Un giochetto male orchestrato che ha creato non poco panico fra la popolazione, molto provata a livello psicologico dal febbraio scorso. Ci chiediamo perchè creare allarmismi e creare questi meccanismi ad hoc.

Leggi qui l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità