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L’R/T in Lombardia non cala: i motivi sono sorprendenti!

Gli scienziati ipotizzano: costringere gli abitanti di città medio-grandi entro i confini dei propri comuni può aver in qualche modo favorito nuovi contatti o assembramenti

MILANO – Pensare che il Covid sia sparito dalla Lombardia in base ai dati attuali è non solo sbagliato, ma falso!

I primi tamponi, o tamponi netti, illustrano una situazione preoccupante: ogni 100 tamponi, 30 sono positivi. Un dato davvero preoccupante e che non è mai cambiato oscillando dal 33% al 28%. Un dato sul quale dovrebbero rientrare anche gli antigenici, ma la Lombardia non li conta.

Quello che non scende è anche l’indice R/T che lo scorso 25 novembre era sceso sotto lo 0,7 e che oggi è salito allo 0,8% senza oscillazioni attuali.

“Se consideriamo che il numero di infetti rappresenta l’effetto di dinamiche sociali risalenti a una decina di giorni precedenti, si capisce come la rapida ripresa del contagio avuta dall’inizio di ottobre e che identifichiamo come ‘seconda ondata’ non sia dovuta ai comportamenti estivi, bensì a quanto è accaduto nelle nostre città a partire da metà settembre, vale a dire alla riapertura degli uffici e alla ripresa dell’attività scolastica”, scrivono Battiston e Artom sul Corriere.

E dal 27 novembre l’Rt si blocca, non scende più. Ma qual è la ragione? Gli scienziati ipotizzano: “Costringere gli abitanti di città medio-grandi entro i confini dei propri comuni può aver in qualche modo favorito nuovi contatti o assembramenti tali da determinare una ripresa del contagio”.