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Bando “Qualità dell’abitare”, nessuna rinuncia ai 15 milioni del bando

Le puntualizzazioni dell’Assessore alla Rigenerazione urbana Lorena Fedeli: ''Non ci sono altri immobili disponibili in città per l’housing sociale''

LEGNANO – Sono arrivate a stretto giro di posta le puntualizzazioni dell’Assessore alla Rigenerazione urbana Lorena Fedeli dopo le interrogazioni discusse nel Consiglio Comunale legnanese di sabato 22 gennaio in merito al Bando “Qualità dell’Abitare”.

La prima finalità del bando “Qualità dell’abitare” – sottolinea l’Assessore Fedeliè la “riqualificazione e riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e all’incremento dello stesso”. La finalità è da perseguire utilizzando immobili pubblici o privati per cui il Comune deve aver già stretto accordi; condizione, quest’ultima, impossibile per Legnano da realizzarsi in tempi così stretti. Gli interventi devono puntare al recupero dell’esistente attraverso la “rigenerazione di aree e spazi già costruiti” in un’ottica di sostenibilità e senza consumo di nuovo suolo. Pertanto qualsiasi ipotesi di intervento da realizzarsi ex novo e in ambiti estranei a quello dell’abitare non sarebbe congruente con le finalità del bando, quindi non otterrebbe punteggi che si traducono in possibilità di finanziamenti. Sono, inoltre, ammessi a finanziamento “interventi e misure per incrementare l’accessibilità materiale, immateriale e la sicurezza sia degli edifici sia degli spazi; finalità, questa, che si concretizza nel progetto di telemonitoraggio degli alloggi Sap proposto da Legnano. L’amministrazione, per ottenere la massima aderenza alle finalità del bando, ha allineato le priorità indicate, ossia ruolo dell’edilizia residenziale sociale, rifunzionalizzazione degli immobili pubblici, l’utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione. Sarà posta anche particolare attenzione alla qualità del progetto sotto il profilo ambientale.”

Sulla modalità di partecipazione al bando l’Assessore Lorena Fedeli precisa che “l’amministrazione comunale ha deciso di partecipare al bando ministeriale “Qualità dell’abitare” non in modo diretto, ma attraverso la Città Metropolitana di Milano perché il peso di questa istituzione che comprende 133 Comuni (e seconda in Italia soltanto alla Città Metropolitana di Roma) è incomparabilmente superiore a quello di un singolo Comune. Ha deciso anche di presentare un progetto insieme con i Comuni di Parabiago e Rescaldina, che da soli (avendo una popolazione inferiore ai 60mila abitanti) non avrebbero potuto prendere parte al bando, perché l’aggregazione fra Comuni è fattore premiante (permette di guadagnare più punti) ai fini del bando stesso. Il fatto di partecipare con altri Comuni aumenterà quindi le possibilità per Legnano di ricevere i 5 milioni di finanziamento richiesti (per la realizzazione nella palazzina ex Gil di una centrale di telemonitoraggio, e di interventi di housing sociale nell’ex caserma di via dei Mille e nella casa di corte di via Galvani sequestrata nel 2014 alla criminalità organizzata). L’amministrazione legnanese, inoltre, a pochi mesi dal suo insediamento, ha voluto dimostrare nei fatti il proposito espresso in campagna elettorale: la centralità di Legnano nel territorio si esprime nella collaborazione progettuale e non nelle forme di una sterile egemonia egoistica.”

“Il Comune, in via preliminare ha effettuato un’analisi degli immobili pubblici, in primo luogo sugli alloggi Sap per cui sono aperti altri bandi per il finanziamento. Nella ricognizione sono state incluse anche le palazzine in corso di costruzione nel quartiere Mazzafame per cui sono state stanziate risorse nel Triennale delle Opere pubbliche e che si aggiungeranno al patrimonio abitativo. A seguire, nell’ambito del patrimonio edilizio dismesso, sono stati passati in rassegna gli edifici utilizzabili ai fini dell’housing sociali pervenendo alla conclusione che le risorse messe a disposizione dal bando non sarebbero potute essere utilizzate nella loro totalità, data la mancanza di strutture adeguate. Pertanto il Comune non rinuncia alla possibilità di finanziamento massimo possibile data dal bando (15 milioni) semplicemente perché, da analisi del patrimonio edilizio pubblico, non ha altre strutture dove realizzare progetti di housing sociale. Per questo motivo il Comune di Legnano non concorrerà al bando con ulteriori progetti“, conclude l’Assessore legnanese.