Lavoratori dello spettacolo, il grido di dolore di Max Pisu

Da quasi un anno teatri e cinema restano chiusi, senza una prospettiva per la loro riapertura

LEGNANO – “Penso ai politici e alle prime file con i posti riservati a Teatro per i nostri spettacoli, per le varie giunte, quasi sempre gratis e spesso vuoti. Penso, in periodo di elezioni, alle richieste di sostegno che noi attori riceviamo per le candidature di questo o quel politico.”

A scriverlo, in un post su facebook, è l’attore e cabarettista legnanese Max Pisu, che commenta così la situazione di abbandono totale che la categoria dei lavoratori dello spettacolo sta subendo da quasi un anno.

Una categoria che ogni volta che c’è bisogno non si tira certo indietro: “Penso agli spettacoli in cui noi comici/attori doniamo la nostra arte in beneficienza per dare una mano alle varie associazioni: bambini poveri, donne maltrattate, disabili, ecc…ecc… sostituendoci spesso ad uno stato assente. Assente come ora, per una categoria dimenticata perché non è così importante, non è vitale… ora.

Un grido di dolore, quello dell’attore legnanese, per un settore che dall’inizio dell’epidemia ha visto sale di teatri e sale chiuse, con quasi un paio di migliaia di lavoratori costretti a vivere senza possibilità di lavorare ed in una condizione di continua attesa, senza vedere uno spiraglio che permetta di programmare il ritorno sul palco.