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LOMBARDIA da domenica torna zona arancione

Gravissimi errori nei calcoli con migliaia di positivi in più che erano invece guariti

MILANOLa Lombardia da domani, domenica 24 gennaio, passa da Zona Rossa a Zona Arancione. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha infatti firmato una nuove ordinanza in tal senso, dopo che l’Istituto Superiore di Sanità ha accolto la rettifica dei dati inviata dalla stessa Regione.

Ma ora chi risarcirà le migliaia di attività lombarde chiuse questa settimana per un errore grossolano nella comunicazione dei dati? Chi risarcirà i ragazzi della seconda e terza media che sono stati a casa da scuola e le loro famiglie?

Chi le persone costrette a starsene in casa?

Probabilmente la Regione Lombardia, o quanto meno i tecnici che hanno sbagliato i dati forniti all’ISS.

Dati nei quali sarebbero stati costantemente contati più infetti di quanti ve ne fossero davvero. Secondo una prima ricostruzione la Lombardia non avrebbe compilato il campo sulla tipologia di sintomi. Dal canto suo i tecnici della Regione hanno spiegato che l’ISS non aveva dato indicazioni in merito.

Nel ricorso al TAR seguente la Lombardia ha inviato dati rettificati:

• casi in cui è indicata una data inizio sintomi è diminuita da 419.362 a 414.487
• il numero di casi con una data inizio sintomi e in cui sia segnalato uno stato sintomatico è diminuito da 185.292 a 167. 638
• il numero di casi con una data inizio sintomi e in cui sia dichiarato uno stato asintomatico o vi sia notifica di guarigione/decesso senza indicazione di stato sintomatico precedente è aumentato da 234.070 a 246.849.

Il problema è quello di aver fornito dati difformi includendo migliaia di positivi in più. Fattore questo che ha fatto schizzare verso l’alto indice Rt.

Il paradosso adesso è che la Lombardia ha un RT tra i più bassi d’Italia. 

covid

La questione potrebbe aver ripercussioni pesanti anche a livello politico. Sembra infatti che la stessa comunicazione errate si siano prolungate nel tempo anche nei mesi passati. La Lombardia, a parte 8 giorni di zona gialla, è sempre rimasta praticamente chiusa dall’ottobre scorso.

La pressione ospedaliera è inferiore nettamente a tante altre regioni, soprattutto quella delle terapie intensive in netto e costante ribasso ormai da mesi.

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